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STEFANO SIGNORONI «Sogno il palco del Festival di Sanremo»

Stefano Signoroni è cantante, compositore, musicista e intrattenitore. Durante la sua carriera ha anche collaborato in qualità di corista e tastierista con Eros RamazzottiIl 9 ottobre scorso, dopo un lungo tour che l’ha visto portare i suoi brani nelle più importanti città europee, il cantante e musicista si è esibito per la prima volta sul palco dello storico jazz club Blue Note di Milano.

Partiamo proprio dal recente concerto al Blue Note. Cosa ti è rimasto?

«Quello del Blue Note è sicuramente un palco di grandissima importanza. E’ stata davvero una grande soddisfazione potermi esibire lì, ma non voglio considerarlo un punto di arrivo. Piuttosto un passaggio che mi fa capire che sto andando nella giusta direzione».

Il tuo progetto da che basi è partito?

«L’idea che ha mosso dall’inizio questo progetto è stata principalmente quella di recuperare un modo di fare musica e spettacolo del passato, in cui l’eleganza era una sorta di regola. Quindi in fondo credo che la definizione di crooner nei miei confronti sia in qualche modo legittima».

Ci sono tantissimi tipi di pop. Qual è quello che senti più vicino a te? 

«Io sono un cultore soprattutto del Brit Pop, dai Beatles a Elton John e Robbie Williams. E devo dire che ci sono anche nuovissime generazioni davvero interessanti. Chi intende che la parola “pop” sia sinonimo di scarsa qualità probabilmente ha le idee poco chiare di cosa effettivamente sia la musica pop. Basti pensare che Burt Bacharach ha scritto tra le più belle canzoni pop della storia».

Oggi musica in tv fa rima con i Talent. Sono format che ti piacciono? Faresti mai il giudice?

«Io soffro un po’ a veder relegata la musica in tv ai soli Talent. Ricordo le grandi orchestre una volta presenti in ogni trasmissione (ora l’orchestra la vediamo praticamente solo a Sanremo) e sarei felice di veder recuperati quei valori. Sì, perché la musica è una professione seria e dovrebbe essere riconsiderata come un valore aggiunto all’interno delle trasmissioni in tv. Per quanto riguarda i Talent, non ho particolari forme di pregiudizio. Trattasi di intrattenimento spesso anche molto ben fatto, ma è un meccanismo in cui faccio fatica a vedermi come concorrente. Il giudice? Ad essere onesto credo proprio di sì. In fondo sarebbe una bella esperienza, non musicale ma televisiva».

Che ricordi conservi della tua esperienza con Eros Ramazzotti?

«Con Eros ho calcato i palchi più importanti del mondo, non posso che avere un ricordo bellissimo! Eros è un grande professionista e un vero perfezionista, e il suo modo di lavorare mi ha fatto crescere davvero tanto».

Tanti crooner hanno calcato il palco del Festival di Sanremo. Ti sei mai immaginato su quel palco?

«Onestamente sì. E spero un giorno di calcarlo per davvero».

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