IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
Home > Recensioni > Alternative > THE VICKERS

THE VICKERS Ghosts

THE-VICKERS

Arrivano da Firenze ma è come se fossero nati nel Regno Unito, perché il loro suono ha così tanto in comune con l’immaginario di quelle parti che finisci persino per chiederti: “Saranno davvero italiani?”.

Sono bravini questi Vickers, che con “Ghosts” (Black Candy Records/Audioglobe) mettono assieme un album dove psichedelia Anni Sessanta e tempi moderni vanno a braccetto e marciano speditamente verso un risultato apprezzabile. Non è un disco da consumare, ma è senza dubbio un disco che si può tirare fuori di punto in bianco in qualunque momento della giornata e state pur certi che non annoierà, perché tanto sui pezzi lenti, tanto sulle accelerazioni il rendimento è costante.

Vincente la scelta di registrare la voce come se fluttuasse in una dimensione tutta sua. Nei Vickers c’è qualcosa dei Joy Division, pur avendo coordinate diverse da quelle della band del mai compianto abbastanza Ian Curtis. E’ un “qualcosa” dal retrogusto gradevole però.

Arrivano da Firenze ma è come se fossero nati nel Regno Unito, perché il loro suono ha così tanto in comune con l'immaginario di quelle parti che finisci persino per chiederti: "Saranno davvero italiani?". Sono bravini questi Vickers, che con "Ghosts" (Black Candy Records/Audioglobe) mettono assieme un album dove psichedelia Anni Sessanta e tempi moderni vanno a braccetto e marciano speditamente verso un risultato apprezzabile. Non è un disco da consumare, ma è senza dubbio un disco che si può tirare fuori di punto in bianco in qualunque momento della giornata e state pur certi che non annoierà, perché tanto…

Score

QUALITA' - 62%

62%

62

Tag