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TRENT REZNOR, ATTICUS ROSS Gone Girl

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David Fincher ci mette le immagini, Reznor e Ross i suoni. E così, seguendo un copione già consolidato e fortunato, eccoci arrivati al terzo film assieme. La collaborazione tra il regista di “Seven” e la mente dei Nine Inch Nails (col fido Ross in cabina di regia) funziona. Inutile girarci attorno: “Gone Girl” è un’altra colonna sonora di ottimo livello. Forse la scaletta troppo corposa (24 episodi e non tutti imprescindibili) è esagerata, ma tolto qualche pezzo che sta lì a riempire (i primi tre brani) il resto è davvero gustoso.

Reznor e Ross giocano con l’elettronica e stratificano il suono sino a rendere la materia uniforme. C’è una tensione palpabile ascoltando il disco ma nulla esplode in fragorosi accenti strumentali. In questo senso “Procedural” è un brano che ben sintetizza il valore dell’album. Ma anche “Something Disposable” ha personalità e potrebbe svolgere alla perfezione il ruolo di biglietto da visita. Come detto in precedenza, la colonna sonora parte lenta ma sale in quota immediatamente riuscendo persino a intrattenere malgrado la durata extra large: 90 minuti. Troppo facile esaltare la produzione, quindi preferiamo puntare la luce sulle ritmiche, dosate nella maniera giusta e mai invadenti.

Trent Reznor e Atticus Ross avevano già collaborato in precedenza con David Fincher per le colonne sonore di “The Social Network” (2010) e di “Millennium – Uomini che odiano le donne” nel 2011. Il primo lavoro assieme aveva portato l’Oscar per la miglior colonna sonora nelle bacheche di Reznor e Ross, complici delle costruzioni musicali frizzanti in grado di strizzare l’occhio al pubblico giovane, questo lavoro è invece decisamente più cupo, malinconico, silenziosamente nervoso.

Il brano migliore? “The Way He Looks at Me”. Ma per gli amanti dei Nine Inch Nails occhio a “Technically, Missing”, un pezzo che sembra arrivare direttamente dall’epoca “The Fragile”.

David Fincher ci mette le immagini, Reznor e Ross i suoni. E così, seguendo un copione già consolidato e fortunato, eccoci arrivati al terzo film assieme. La collaborazione tra il regista di "Seven" e la mente dei Nine Inch Nails (col fido Ross in cabina di regia) funziona. Inutile girarci attorno: . Forse la scaletta troppo corposa (24 episodi e non tutti imprescindibili) è esagerata, ma tolto qualche pezzo che sta lì a riempire (i primi tre brani) il resto è davvero gustoso. Reznor e Ross giocano con l'elettronica e stratificano il suono…

Score

QUALITA' - 78%

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