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TUNGUSKA A Glorious Mess

Proviamo a darvi queste coordinate per inquadrare il debutto degli italianissimi Tunguska: il loro rock-pop richiama certe produzioni inglesi tipicamente Anni Novanta, qui proposte in versione lo-fi, inoltre la voce del chitarrista Gennaro Spaccamonti in alcuni passaggi ti fa venire in mente il timbro di Billy Corgan, anche se al Nostro manca (volutamente) la... cattiveria del genio degli Smashing Pumpkins. Detto questo, che valore dare a "A Glorious Mess"? Le costruzioni melodiche sono sì accattivanti ma anche abbastanza elementari, i cambi di registro pressoché assenti e per tutta la durata del compact l'impressione è che il duo (l'altro musicista è il…

Score

QUALITA' - 58%

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tunguska glorious mess

Proviamo a darvi queste coordinate per inquadrare il debutto degli italianissimi Tunguska: il loro rock-pop richiama certe produzioni inglesi tipicamente Anni Novanta, qui proposte in versione lo-fi, inoltre la voce del chitarrista Gennaro Spaccamonti in alcuni passaggi ti fa venire in mente il timbro di Billy Corgan, anche se al Nostro manca (volutamente) la… cattiveria del genio degli Smashing Pumpkins.

Detto questo, che valore dare a “A Glorious Mess“? Le costruzioni melodiche sono sì accattivanti ma anche abbastanza elementari, i cambi di registro pressoché assenti e per tutta la durata del compact l’impressione è che il duo (l’altro musicista è il batterista Nicola Monti) abbia scelto un percorso senza rischi, col risultato che il suono è piacevole, orecchiabile, ma tremendamente derivativo. Prendete “Action Reaction”: è un buon pezzo, tuttavia la scena indipendente è piena di “buoni pezzi”, quello che manca alla proposta dei Tunguska è azzardo, originalità. Da rivedere.

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