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VALE & THE VARLET Believer

Due Vale si incontrano. Un paggio e un furfante. Si scambiano le loro identità e prende vita Vale & the Varlet, progetto esplosivo in cui il due fa amicizia con lo zero, separato dal punto. Frammenti sonori dolci e ossessivi e storie surreali senza tempo. Il mix di sonorità acustiche ed elettroniche si fonde perfettamente con la voce cristallina ed un pianismo sghembo e saltellante. Ecco il classico disco che può piacere o non piacere, ma una cosa è incontestabile: c'è dell'originalità. Dentro "Believer" c'è originalità. Intendiamoci: Valentina e Valeria non hanno inventato nulla, ma la loro proposta è fresca, effervescente, una…

Score

QUALITA' - 67%

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VALE & THE VARLET believer

Due Vale si incontrano. Un paggio e un furfante. Si scambiano le loro identità e prende vita Vale & the Varlet, progetto esplosivo in cui il due fa amicizia con lo zero, separato dal punto. Frammenti sonori dolci e ossessivi e storie surreali senza tempo. Il mix di sonorità acustiche ed elettroniche si fonde perfettamente con la voce cristallina ed un pianismo sghembo e saltellante.

Ecco il classico disco che può piacere o non piacere, ma una cosa è incontestabile: c’è dell’originalità. Dentro “Believer” c’è originalità. Intendiamoci: Valentina e Valeria non hanno inventato nulla, ma la loro proposta è fresca, effervescente, una sorta di pop-poco-pop molto sperimentale. Roba per nerd della scena indie? Mmmmh. Forse sì, ma quello di Vale & the Varlet è un album che non bisogna assolutamente spingere in una nicchia, perché è la faccia bella e intelligente del pop europeo, un genere che solitamente dalle nostre parti arriva filtrato e trasformato, ma che in Francia o Germania ha una sua dignità e non ha paura di mostrarsi. Tutto questo per dire che fra violini, piano, percussioni ed elettronica, “Believer” è davvero un compact che merita un ascolto attento e che già al primo contatto lascia una buona impressione. Cosa manca? Forse un vero singolo capace di portare la proposta oltre i confini della scena indipendente, ma per essere un’autoproduzione (wow), il livello qualitativo è alto e diversi pezzi (“I Forgot Belgium”, il blues acido di “Sunday Morning” e la title track) affascinano. Brave.

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