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VIOLA Don’t be shy…

Partiamo dalla canzone scelta: "A Zero". Forse il brano migliore di "Don’t be shy…" (anche se il testo è di Vera Gemma), esordio del 2006 di Violante Placido. La nostra scelta è caduta su questo brano per due motivi: il pezzo merita ed anche la lettura dei commenti merita attenzione. In larga parte nascondono un messaggio sottile del tipo "...sei figa e perché ti permetti anche di scrivere canzoni?". Detto che la prima parte è incontrovertibile, sulla seconda ci sarebbe da aprire un discorso-fiume incentrato sull'atavico concetto che in Italia se sei di bell'aspetto devi per forza essere pure una capra.…

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VIOLA don’t be shy…

Partiamo dalla canzone scelta: “A Zero“. Forse il brano migliore di “Don’t be shy…” (anche se il testo è di Vera Gemma), esordio del 2006 di Violante Placido. La nostra scelta è caduta su questo brano per due motivi: il pezzo merita ed anche la lettura dei commenti merita attenzione. In larga parte nascondono un messaggio sottile del tipo “…sei figa e perché ti permetti anche di scrivere canzoni?”. Detto che la prima parte è incontrovertibile, sulla seconda ci sarebbe da aprire un discorso-fiume incentrato sull’atavico concetto che in Italia se sei di bell’aspetto devi per forza essere pure una capra.

Vogliamo segnalarvi “Don’t be shy…” perché resta uno degli album indipendenti più sottovalutati del 2006. Un compact scuro, ma non nero, malinconico ma non troppo, che ti fa pensare a quel periodo in cui l’adolescenza è già tardi e l’età adulta è arrivata troppo presto. Pop ma con personalità.

Il disco scorre via abbastanza bene, complice arrangiamenti poco elaborati, molto semplici ed incisivi, e una durata ridotta (appena 39 minuti). I pezzi migliori? C’è l’imbarazzo della scelta: ottima l’iniziale “Together”, il singolo “Still I” e “Poor Little Girl”. Produzione di Giulio Corda (ex Giuliodorme).

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