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ZOCAFFÈ Esaurimento

Che roba curiosa. Di solito la prima canzone di ogni disco è sempre un pezzo forte, che dà la misura dell'ascolto. Invece "Esaurimento" degli Zocaffè parte con una canzone piuttosto banale (nella struttura) e che scopiazza un certo tipo di cantautorato Anni Settanta. Boh. Il brano in oggetto è "Fenech (pt.1)". Il resto del compact ruota attorno alla canzone d'autore, ma quasi sempre il taglio è moderno, il suono è maneggiato con attenzione (e un pizzico di azzardo che non guasta mai) e i testi superano l'asticella della sufficienza senza particolari problemi. Qua e là si registrano degli scivoloni - ad…

Score

QUALITA' - 63%

63%

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zocaffe esaurimento

Che roba curiosa. Di solito la prima canzone di ogni disco è sempre un pezzo forte, che dà la misura dell’ascolto. Invece “Esaurimento” degli Zocaffè parte con una canzone piuttosto banale (nella struttura) e che scopiazza un certo tipo di cantautorato Anni Settanta. Boh. Il brano in oggetto è “Fenech (pt.1)”. Il resto del compact ruota attorno alla canzone d’autore, ma quasi sempre il taglio è moderno, il suono è maneggiato con attenzione (e un pizzico di azzardo che non guasta mai) e i testi superano l’asticella della sufficienza senza particolari problemi. Qua e là si registrano degli scivoloni – ad esempio “Caro nonno” e “Fenech (pt.2)”- tuttavia il panorama generale sa incuriosire, soprattutto quando vira con decisione verso i territori del rock. Insomma, non fermatevi al primo brano, andate oltre…

In definitiva: la sensazione è che il progetto possa fare – affinando stile e liriche – un ulteriore salto di qualità. I brani migliori? Vogliamo consigliarvi “Mi giustifico”, la title track e “Luna”.

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