BEN – RABBIA ANIMALE (Primate) Johannes Roberts

“Ben – Rabbia animale” parte malissimo. I primi venti minuti sono cinema sciatto: recitazione debole, dialoghi mediocri, talvolta persino infantili. Tutto sembra indirizzare verso una delusione annunciata, come se il film avesse già mostrato i suoi limiti peggiori. E invece, contro ogni previsione, arriva la sorpresa. Quando la storia finalmente ingrana, la tensione sale di colpo e non si abbassa più. Il ritmo si fa serrato, l’ansia diventa costante e l’adrenalina accompagna lo spettatore fino ai titoli di coda.
Sul piano delle idee, la pellicola diretta da Johannes Roberts, scritta dallo stesso regista insieme a Ernest Riera, non aggiunge nulla di davvero nuovo al genere. Non c’è volontà di reinventare l’horror animale né di spostarne i confini. Ma proprio in questa adesione quasi meccanica ai codici sta la sua efficacia. Il film fa esattamente ciò che promette: spaventa, tiene sotto pressione e costruisce una violenza esplicita, senza troppi scrupoli. Gli accenti splatter sono evidenti, a volte insistiti, e gli errori – narrativi e di messa in scena – non mancano, anzi affiorano a più riprese. Eppure “Ben – Rabbia animale” riesce comunque a reggersi su una tensione ben calibrata e su una carneficina tutto sommato “interessante”. Il lavoro musicale di Adrian Johnston merita una menzione: la colonna sonora sostiene l’insieme con precisione, accompagnando le sequenze più brutali.
Un horror funzionale, senza ambizioni autoriali, ma sorprendentemente efficace dopo un avvio disastroso.





