Di solito amiamo i ritornelli che si aprono, che spingono in alto. Qui succede l’opposto: “I Like This Me Better” trattiene l’energia fino a farla implodere nella testa dell’ascoltatore. È un brano bastardo, sfuggente, che gioca con le regole del pop per poi romperle con gusto. C’è qualcosa di disturbante ma irresistibile in questo modo di comprimere le dinamiche, come se l’ansia diventasse groove. Un’idea malata di canzone pop, ed è proprio per questo che funziona.
We usually love choruses that open up and soar. This one does the opposite: “I Like This Me Better” compresses the energy so tightly it feels like your head might explode. It’s a twisted, bastard kind of pop — and it works exactly because it breaks the rules. There’s something disturbing yet magnetic in the way it holds back, turning tension into groove. A warped idea of a pop song, and that’s precisely its strength.
Di solito amiamo i ritornelli che si aprono, che spingono in alto. Qui succede l’opposto: “I Like This Me Better” trattiene l’energia fino a farla implodere nella testa dell’ascoltatore. È un brano bastardo, sfuggente, che gioca con le regole del pop per poi romperle con gusto. C’è qualcosa di disturbante ma irresistibile in questo modo di comprimere le dinamiche, come se l’ansia diventasse groove. Un’idea malata di canzone pop, ed è proprio per questo che funziona.




























