Cinema2025

DIE MY LOVE Lynne Ramsay

die my love

Die My Love” parte con un intento forte: immergere lo spettatore nella mente di una madre che scivola verso il buio, senza filtri. Sulla carta funziona, perché il materiale è potente e la regista Lynne Ramsay aveva già dimostrato con “A Beautiful Day” di saper raccontare il dolore con precisione chirurgica. Qui però qualcosa non tiene.

Il film, tratto dal romanzo di Ariana Harwicz, si arena in una narrazione dilatata, a volte estenuante, che sembra confondere intensità con prolissità. Jennifer Lawrence si dà davvero anima e corpo. La sua Grace è un corpo che cede, una mente che implode, un’energia nervosa che arriva netta allo spettatore. La regista spinge molto su questa fisicità, inserendo anche alcune scene di nudo dell’attrice che, onestamente, sembrano più un tentativo di scuotere il pubblico che una necessità narrativa. Scelte che spezzano il ritmo già fragile e fanno pensare a un film che non sempre sa dove vuole andare.

Il problema maggiore è la struttura: la discesa nella follia resta quasi sempre orizzontale, senza reali scarti emotivi. Il film insiste su atmosfere cupe, silenzi, montaggio, ma raramente costruisce un percorso che faccia sentire il peso della trasformazione. E quando manca la progressione, anche la messa in scena più curata finisce per girare a vuoto.

Ramsay prova a raccontare la maternità come trauma e la fragilità come detonazione, ma il risultato è un’opera che sembra importante più per quello che vuole dire che per ciò che riesce davvero a comunicare. Il cast è di altissimo livello (ci sono anche Robert Pattinson, Nick Nolte e Sissy Spacek), le intenzioni sono nobili, il tema è gigantesco. Eppure il film resta poco incisivo, più faticoso che coinvolgente. In sintesi: un’occasione mancata. La potenza c’era, la materia pure, ma la forma non regge.

Review Overview

SCORE - 4.5

4.5

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