INUIT PAGODA Drift Elsewhere
Le linee di basso sono una goduria, soprattutto in cuffia: piene, avvolgenti, quasi ipnotiche. Anche le ritmiche, un po’ tribali, funzionano alla grande e mi fanno pensare a un sabba nella foresta. Dal minuto 1.30 il pezzo svolta bene, si apre senza esitazioni e poi decolla come si deve, sfiorando persino territori di un jazz futuristico che sorprende e resta elegante. Ottimo anche il finale, costruito con misura. Una traccia strumentale pensata con idee chiare e invenzioni giuste, capace di creare un piccolo mondo sonoro tutto suo.
The bass lines are a pleasure, especially on headphones: full, warm, and almost hypnotic. The slightly tribal rhythms work really well too, bringing to mind a forest ritual. From minute 1:30 the track shifts in a strong way, opens up with confidence, and then takes off, brushing against a kind of futuristic jazz that feels surprising yet refined. The ending is solid, built with good balance. An instrumental piece shaped by clear ideas and the right touches, capable of creating a small sonic world of its own.
Le linee di basso sono una goduria, soprattutto in cuffia: piene, avvolgenti, quasi ipnotiche. Anche le ritmiche, un po’ tribali, funzionano alla grande e mi fanno pensare a un sabba nella foresta. Dal minuto 1.30 il pezzo svolta bene, si apre senza esitazioni e poi decolla come si deve, sfiorando persino territori di un jazz futuristico che sorprende e resta elegante. Ottimo anche il finale, costruito con misura. Una traccia strumentale pensata con idee chiare e invenzioni giuste, capace di creare un piccolo mondo sonoro tutto suo.




























