Cinema2025

NORIMBERGA (Nuremberg) James Vanderbilt

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Trattare eventi storici, anche a distanza di decenni, non è mai semplice. Diventa ancora più delicato quando il nodo è il processo di Norimberga, momento fondativo e insieme controverso della storia contemporanea: per alcuni una necessità giuridica, per altri una resa dei conti mascherata. “Norimberga” sceglie una strada precisa, e lo fa con decisione, ma è una scelta che finisce per pesare sull’intero film. L’operazione punta molto sull’umanizzazione dei gerarchi nazisti, insistendo su dialoghi e dinamiche psicologiche che però scivolano spesso nella retorica e in un linguaggio fin troppo “americano”. Il risultato è una sensazione costante di costruzione artificiale, di finzione che prende il sopravvento sul rigore. È cinema, certo, ma quando si maneggiano materiali di questo peso il problema non è lo spettacolo, bensì l’equilibrio tra racconto e responsabilità storica.

Il film, diciamolo subito, non ci ha convinti. La trama appare debole, i dialoghi spesso forzati, e quell’assenza di precisione storica diventa col passare dei minuti sempre più evidente. Rami Malek se la cava, senza particolari scosse; Russell Crowe, nei panni di Hermann Göring, è invece il vero punto di forza: carismatico, disturbante, a tratti persino credibile. Peccato che anche lui, nella seconda parte, venga risucchiato da una scrittura modesta. I comprimari lasciano più dubbi che tracce. Sembrano figure funzionali a tenere in piedi la trama, più che personaggi necessari, realmente incisivi. Anche la figura della giornalista (interpretata da Lydia Peckham) inserita nel racconto resta un elemento accessorio, mai davvero essenziale. Sembra quasi stare lì per lustrare un po’ gli occhi dello spettatore. Curiosamente male Michael Shannon, mentre Richard E. Grant è stato sottoutilizzato.

“Norimberga” è girato bene, con una fotografia solida e ambientazioni curate. Ma per costruire un grande film storico non bastano buoni attori e una trama romanzata: serve rigore, e qui, purtroppo, è proprio quello a mancare.

Review Overview

SCORE - 5

5

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