Cinema2026

PASSENGER André Øvredal

passenger

Passenger” entra in sala con tutte le carte per diventare un piccolo incubo on the road, ma esce quasi subito come un titolo che si perde tra le stazioni del genere invece di tracciare una nuova strada.

Diretto da André Øvredal, il film punta sugli spazi stretti di un van, sulla fuga dalla città e sul viaggio come pretesto per un male che si infila tra i sedili, ma non riesce mai a trasformare questa atmosfera in qualcosa di realmente inquietante o originale. La trama è esile, mal assemblata, e si appoggia (quasi) soltanto sulla contrapposizione classica tra bene e male, una lotta che ricorda in modo fin troppo esplicito grandi opere dell’horror come “L’esorcista”, senza però aggiungere una vera rilettura.

La coppia protagonista (Jacob Scipio e Lou Llobell), che abbandona la vita di città per un giro in van, non ha alcuno spessore: i due si limitano a fare il compitino, senza carisma né tensione emotiva, e il loro rapporto resta piatto, un contenitore vuoto per le peripezie che deve affrontare. Il vero problema è che il cattivo ha un potenziale mai davvero sfruttato: la regia si accende solo nell’ultima mezz’ora, quando all’improvviso sembra ricordarsi di avere tra le mani un film horror, e prova a spaventare proprio nel momento in cui il male prende più spazio. Prima di allora, tutto è superficiale, costruito su poche idee, molte delle quali riciclate, e il film naviga in un’acqua troppo tiepida per potersi definire qualcosa di più che un esercizio scolastico.

Il finale arriva così come ci si aspetta: scontato, senza sorprese né colpi di scena capaci di riscattare il percorso. In fondo “Passenger” resta un horror senza vero spessore, un viaggio che inizia con qualche suggestione e finisce per non lasciare quasi nulla, se non la sensazione di un racconto già visto, già vissuto, senza niente di nuovo sotto il sole dell’orrore.

Review Overview

SCORE - 4.5

4.5

Pulsante per tornare all'inizio