Capovilla ha questa capacità innata e preziosa di scrivere testi sempre bellissimi, veri e propri getti di aria fresca sparati in faccia nel pieno di Ferragosto. Questo brano ha un ritornello dichiaratamente pop, capace di ricordare, anche se solo in modo molto vago, certe atmosfere dei Beach Boys. Parliamo di echi lontani e affascinanti, inseriti dentro un pezzo che trova proprio nel ritornello la sua vera epifania. Inoltre, siamo di fronte a quel genere di refrain che potresti ascoltare dieci volte di seguito senza riuscire a stancarti mai. La struttura del brano funziona con una matematica perfetta: le strofe costruiscono l’attesa e preparano il terreno con cura, mentre il ritornello arriva in modo puntuale e premia chi ascolta regalando pura soddisfazione.