
PVRIS La Maroquinerie, Parigi, Francia - 6 luglio 2025
Il live dei PVRIS alla Maroquinerie di Parigi si è rivelato una delle esibizioni più intense e riuscite della band in territorio francese. Nella cornice intima del locale parigino, sold out da settimane, Lynn Gunn ha guidato il pubblico attraverso un set diviso nettamente in due sezioni: prima l’omaggio al decimo anniversario di “White Noise”, poi una selezione dei brani più recenti, confermando una volta di più la maturità artistica raggiunta dal progetto.
Il primo blocco, dedicato a “White Noise”, ha avuto un impatto emotivo forte. La scelta di ripescare quel repertorio ha dato coerenza e profondità all’esibizione, trasformando ogni brano in un piccolo rito collettivo. “Fire” e “You and I” sono stati i due momenti di maggiore coinvolgimento: la voce di Lynn, per quanto solida e tecnicamente impeccabile, è stata sovrastata dal canto del pubblico, segno di un legame affettivo che resiste al tempo. La dimensione raccolta della Maroquinerie, inizialmente percepita come una scelta rischiosa, si è rivelata una carta vincente: il contesto ravvicinato ha amplificato l’intensità del set, trasformando il live in una vera e propria esperienza emotiva.
Nella seconda parte, la band ha alzato decisamente l’asticella. La sequenza di brani più recenti ha mostrato un’identità sonora ormai seria e stratificata, capace di muoversi con naturalezza tra rock, synth-pop e derive elettroniche. L’esecuzione di “Monster” ha visto Lynn scendere tra il pubblico, creando un momento di forte impatto teatrale, ma è stato nel finale che il set ha raggiunto il suo apice: “Hallucinations” e “Goddess” hanno chiuso il concerto con un’energia travolgente. Anche “Animal”, in precedenza, ha colpito per intensità e resa live.
Il repertorio dei PVRIS comincia ormai a essere ampio, e inevitabilmente alcuni pezzi sono rimasti fuori dalla scaletta. È il segno di una band che ha accumulato sostanza, con una scrittura che nel tempo ha saputo mantenere coerenza pur evolvendo. Il salto definitivo verso un pubblico ancora più vasto non è forse ancora arrivato, ma concerti come questo dimostrano che i PVRIS non solo hanno una fanbase solida e reattiva, ma anche una direzione chiara. Sono poche oggi le band capaci di fondere pop, rock ed elettronica con questa efficacia, senza risultare mai banali o ruffiane. L’uso delle linee melodiche e dei suoni elettronici nei PVRIS è sempre misurato e intelligente. E la presenza scenica di Lynn Gunn, carismatica ma mai autoreferenziale, contribuisce a tenere vivo un progetto che continua a evolversi con naturalezza.
Si ringraziano Lorraine Boutet e Marie-Laure Rodriguez @Opus Live per l’ospitalità





























