SAMATHA Seeker Of Shadows
Un pezzo che porta dentro qualcosa dei Deftones più quieti: non nell’imitazione, ma in quel modo morbido e sospeso di far respirare la tensione. Il mood è ipnotico, un rock che si fa liquido, metropolitano, notturno, con una sensualità sottile che attira senza alzare la voce. Dura poco più di quattro minuti, ma il finale è talmente avvolgente da lasciarti con la voglia che continui a cullarti per altre due ore. È una traccia che sa prendersi cura di chi ascolta, che ti accompagna invece di strattonarti, e proprio per questo rimane nella testa e nel corpo.
A track that carries something of the quieter Deftones—not as imitation, but in that soft, suspended way of letting tension breathe. The mood is hypnotic, a rock that turns liquid, urban, nocturnal, with a subtle pull that draws you in without raising its voice. It runs a little over four minutes, but the ending is so enveloping you almost wish it would keep rocking you for two more hours. It’s a song that knows how to take care of the listener, guiding rather than pushing, and that’s why it stays with you.
Un pezzo che porta dentro qualcosa dei Deftones più quieti: non nell’imitazione, ma in quel modo morbido e sospeso di far respirare la tensione. Il mood è ipnotico, un rock che si fa liquido, metropolitano, notturno, con una sensualità sottile che attira senza alzare la voce. Dura poco più di quattro minuti, ma il finale è talmente avvolgente da lasciarti con la voglia che continui a cullarti per altre due ore. È una traccia che sa prendersi cura di chi ascolta, che ti accompagna invece di strattonarti, e proprio per questo rimane nella testa e nel corpo.




























