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SEND HELP Sam Raimi

send help

Send Help” è un filmetto. Uno di quei prodotti che sembrano piacere soprattutto ai produttori americani, costruiti assemblando generi diversi e idee già viste, messi insieme come un piccolo Frankenstein cinematografico pensato più per intrattenere un pubblico giovane che per avere una reale identità.

Dentro la pellicola diretta da Sam Raimi – che, va detto, la regia la governa ancora con mestiere – c’è un po’ di tutto. Si pescano riferimenti più o meno dichiarati a “Misery non deve morire”, a “La guerra dei Roses”, e anche a “Lost” e alla sua mitologia da sopravvivenza forzata.

Il film mescola commedia e horror, infila scene volutamente disgustose e si affida spesso a un’ironia piuttosto dozzinale. Il risultato è un collage che procede per accumulo, più che per reale necessità narrativa. Il finale prova ad aggiungere qualche sorpresa, cercando di dare all’intera trama un tocco di imprevedibilità, ma il risultato non è particolarmente prelibato, diciamolo.

I due protagonisti vanno a fasi alterne. Rachel McAdams se la cava: a tratti regge da sola l’intera narrazione, caratterizzando con precisione fisica ed emotiva il suo personaggio; in altri momenti, però, affonda anche lei dentro una trama posticcia che non la aiuta. Più caricaturale il personaggio interpretato da Dylan O’Brien: la sua interpretazione è spesso sopra le righe e non si rivela all’altezza di quella della collega, che almeno in alcuni frangenti riesce davvero a brillare.

Insomma, un film che mette molta carne al fuoco e che, alla lunga, finisce per annoiare.

Review Overview

SCORE - 5

5

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