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STRANGE DARLING JT Mollner

strange darling

Strange Darling” è un film che si prende il rischio di costruire la propria identità attraverso una linea temporale sfasata, un mosaico di frammenti che lo spettatore deve ricomporre passo dopo passo. È un dispositivo narrativo che può facilmente cadere nell’artificio, ma quando funziona – e in questo caso funziona – il risultato è un thriller che mantiene alta la tensione fino all’ultima sequenza. La frammentazione non è mero esercizio di stile: contribuisce a disorientare e, nello stesso tempo, a rendere più netto il colpo quando i tasselli vanno a posto.

La regia di JT Mollner dimostra sin dai primi minuti una sicurezza rara. La messa in scena non vacilla e, anzi, guadagna progressivamente autorevolezza, fino a guidare con mano ferma lo spettatore verso un finale che riesce a essere insieme concreto e poetico. C’è consapevolezza del punto di caduta della storia, ed è questo che distingue un film pensato a tavolino da un lavoro che vive di vera tensione narrativa. La fotografia di Giovanni Ribisi ha un ruolo centrale: alterna tonalità fredde e improvvisi bagliori sanguigni, sottolineando i cambi di prospettiva e i ribaltamenti di fronte che costituiscono il cuore del film. L’ambiguità è il motore, e tutto sembra orchestrato per spingere chi guarda a cambiare continuamente schieramento, fino a rimanere spiazzato. Il cast regge la sfida con solidità. Willa Fitzgerald, soprattutto nella seconda parte, sale di livello e lascia il segno con un’interpretazione intensa, espressiva, totalmente immersa nel personaggio. A tratti persino troppo, ma questa intensità eccessiva contribuisce a creare un personaggio vero, difficile da dimenticare. Al suo fianco il resto del cast non sfigura, mantenendo una tensione credibile e dando corpo a figure mai ridotte a semplici pedine narrative.

Nonostante alcune critiche e un’accoglienza al botteghino non esaltante, “Strange Darling” possiede tutte le caratteristiche per sedimentare nel tempo e diventare un cult di genere. Ha ritmo, sa dosare sangue e violenza senza mai cadere nello splatter gratuito, costruisce una tensione costante e concede allo spettatore un finale netto, coerente con il percorso e al tempo stesso carico di una certa poesia. È un film che non semplifica, non cerca l’applauso facile: chiede attenzione, e la ripaga.

Review Overview

SCORE - 7

7

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