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	<title>Merritt Wever Archivi | DISTOPIC.IT</title>
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		<title>PRIMETIME</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Oct 2026 01:11:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema2026]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/primetime/">PRIMETIME</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>La televisione non ha mai avuto paura del sangue. Ha solo imparato a confezionarlo meglio per la prima serata. Con &#8220;Primetime&#8220;, Lance Oppenheim prende l’estetica della provocazione e ci costruisce sopra un thriller psicologico che viaggia a ritmo altissimo, almeno all&#8217;inizio. Prodotta da A24 (con un team di vari produttori che schiera, tra gli altri, &#8230;</p>
<p><a href="https://www.distopic.it/primetime/">PRIMETIME</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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<p><strong><img decoding="async" class="alignright wp-image-40436 size-full" src="https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2026/10/primetime.jpg" alt="primetime" width="300" height="450" srcset="https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2026/10/primetime.jpg 300w, https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2026/10/primetime-200x300.jpg 200w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong>La televisione non ha mai avuto paura del sangue. Ha solo imparato a confezionarlo meglio per la prima serata. Con &#8220;<strong>Primetime</strong>&#8220;, <strong>Lance Oppenheim</strong> prende l’estetica della provocazione e ci costruisce sopra un thriller psicologico che viaggia a ritmo altissimo, almeno all&#8217;inizio.</p>
<p>Prodotta da A24 (con un team di vari produttori che schiera, tra gli altri, <strong>Ari Aster</strong> e lo stesso <strong>Robert Pattinson</strong>), la pellicola non vuole semplicemente raccontare una storia di ossessione mediatica. Vuole sezionarne i meccanismi, senza concedere sconti a chi guarda. Il film poggia su fondamenta reali molto solide: la sceneggiatura si ispira direttamente alla clamorosa inchiesta giornalistica di <strong>Luke Dittrich</strong> &#8220;Tonight on Dateline This Man Will Die&#8221;. È il dietro le quinte spietato di &#8220;To Catch a Predator&#8221;, lo show che nel 2006 trasformò la caccia online ai predatori sessuali in un reality di enorme successo, prima che un drammatico blitz in Texas finisse in tragedia.</p>
<p>Visivamente l&#8217;operazione è un piccolo gioiello sperimentale. Oppenheim e il direttore della fotografia <strong>David Bolen</strong> scelgono un formato in 4:3. Questa visione quadrata e claustrofobica evoca lo schermo dei vecchi televisori a tubo catodico, stritolando i personaggi nell&#8217;inquadratura. Molto azzeccata anche la fotografia, che lavora su tonalità acide, sporche e sature per restituire la paranoica atmosfera della prima frontiera digitale degli anni Duemila. In mezzo a questo ingranaggio brilla un <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Robert Pattinson sempre bravo. Qui l&#8217;attore si conferma una figura totalmente camaleontica. Riesce a muoversi tra le pieghe morali di un conduttore cinico, egocentrico e magnetico con naturalezza. È l&#8217;ennesima prova di livello per un interprete che prima o poi dovrà portarsi a casa un premio di quelli che svoltano una carriera</span>. In generale, il cast di supporto gira a memoria: su tutti <strong>Merritt Wever</strong> e <strong>Skyler Gisondo</strong>.</p>
<p>Il problema vero emerge quando si guarda la pellicola in filigrana. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Se la prima parte aggancia e gestisce la tensione con un ritmo eccellente, nella seconda metà il film si incarta su se stesso. La sceneggiatura perde lucidità, non riesce a giocare di sottrazione e manca l&#8217;appuntamento con il finale d&#8217;impatto</span>. Le tessere del puzzle smettono di incastrarsi, e non si percepisce mai quella spinta emotiva necessaria a determinare la chiusura del cerchio. Una mezza frenata che lascia l&#8217;amaro in bocca per un&#8217;opera che accarezza la grandezza senza riuscire ad afferrarla davvero.</p>

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