Cinema2025

THE ASSESSMENT Fleur Fortuné

the assessment

The Assessment” è uno dei film più interessanti, originali e riusciti che abbiamo visto negli ultimi anni: un’opera ben girata, scritta, interpretata, montata e accompagnata da una colonna sonora capace di valorizzare atmosfera e tensione.

Nella sua visione futuristica di una società regolata da criteri rigidi e apparentemente razionali emerge qualcosa di “Black Mirror”, mentre la presenza di Alicia Vikander richiama, almeno in parte, le suggestioni di “Ex Machina”.

La pellicola coinvolge dall’inizio alla fine grazie a una trama fuori dagli schemi e a un montaggio in grado di imprimere ritmo e dinamismo a una storia costruita, per certi aspetti, secondo una concezione quasi teatrale. Una scelta che privilegia gli ambienti interni rispetto agli esterni, trasformando gli spazi chiusi in un vero laboratorio emotivo e psicologico. È proprio all’interno di questo microcosmo ristretto che emergono con forza i conflitti tra i personaggi, sostenuti da una scrittura precisa e da una notevole attenzione alle dinamiche umane. Elizabeth Olsen e Himesh Patel offrono due interpretazioni eccellenti, dando credibilità e profondità a una coppia chiamata ad affrontare un test destabilizzante, mentre Alicia Vikander conferma ancora una volta il suo talento con una prova camaleontica, feroce, fredda, manipolatoria, che cambia registro e intensità in base al rapporto con i due protagonisti.

La regia di Fleur Fortuné è elegante e rigorosa, sempre coerente con il clima sospeso e inquietante del film. Il montaggio di Yorgos Lamprinos mantiene alto il ritmo senza sacrificare la componente più riflessiva della storia, mentre le musiche originali di Emilie Levienaise-Farrouch accompagnano perfettamente la tensione psicologica, amplificando il senso di disagio senza mai risultare invasive.

Insomma, “The Assessment” è una delle proposte distopiche più interessanti degli ultimi anni. Una pellicola che riesce a costruire un universo credibile attraverso pochi elementi, affidandosi soprattutto ai personaggi e alle loro contraddizioni. Anche il finale, intelligente e perfettamente in linea con il percorso narrativo, evita facili soluzioni consolatorie e il classico happy ending, scegliendo una conclusione più ambigua e stimolante, che lascia allo spettatore il compito di interrogarsi sul significato di ciò che ha visto.

Review Overview

SCORE - 8

8

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