THE EMPTY MAN David Prior

“The Empty Man“, diretto da David Prior e ispirato alla graphic novel di Cullen Bunn, è un progetto che sembra voler essere molte cose insieme senza riuscire davvero a trovare una direzione precisa. La durata — 137 minuti — appare sproporzionata rispetto a ciò che il racconto riesce a sviluppare, e il ritmo in diversi passaggi diventa quasi soporifero.
La storia procede tra ellissi poco chiare e passaggi lasciati in sospeso, con una costruzione che dà spesso l’impressione di essere lacunosa. Anche il montaggio contribuisce alla sensazione di disordine, mentre le interpretazioni risultano rigide e poco convincenti.
Non è mai del tutto chiaro se il film voglia muoversi come un horror, un thriller investigativo o un racconto soprannaturale. Il risultato è una miscela confusa, dove elementi diversi vengono accostati senza una vera coesione. A questo si aggiunge un tono spesso pretenzioso, che finisce per appesantire ulteriormente un insieme già poco compatto.
Il finale è un gran casino che mira a mescolare le carte, ma era meglio finire parecchi minuti prima, e liberare lo spettatore dalla sensazione di esser stato preso in ostaggio.





























