THE LAST SHOWGIRL Gia Coppola

“The Last Showgirl” non è un brutto film, ma nemmeno riuscito pienamente. La storia, che ruota attorno al declino e alla difficoltà di restare sotto i riflettori con l’età che avanza, richiama inevitabilmente titoli come “The Wrestler” di Aronofsky, senza però raggiungerne la profondità emotiva.
La regia di Gia Coppola manca di personalità e spesso il film sembra in balia della trama più che guidato da uno sguardo autoriale preciso. Il tono a tratti documentaristico disorienta, mentre il finale rassicurante appare superfluo rispetto a quello che la vicenda avrebbe potuto esplorare. Sul fronte attoriale, Jamie Lee Curtis porta a casa il compitino senza brillare, Dave Bautista è impalpabile e il suo personaggio poco sviluppato. Pamela Anderson alterna momenti convincenti ad altri in cui non riesce a incidere, complice una sceneggiatura che non centra quasi mai il dramma che vorrebbe evocare. Meglio le performance delle ragazze del cast di supporto, che aggiungono qualità e freschezza – Kiernan Shipka la più brava in questo senso.
La trama promette molto ma mantiene poco: il tema di fondo è abusato e, senza uno sguardo originale, finisce per proporre una minestra già riscaldata. Nonostante qualche lampo interessante, la sensazione è che “The Last Showgirl” resti a metà strada tra ciò che potrebbe essere e ciò che effettivamente è, offrendo uno spettacolo più prevedibile che coinvolgente.



























