THE WOMAN IN THE YARD Jaume Collet-Serra

Con “The Woman in the Yard”, Jaume Collet-Serra prova a costruire un horror dal taglio psicologico, giocato più sulle suggestioni che sugli spaventi diretti. L’idea di fondo è interessante: usare l’apparizione di una figura inquietante nel giardino di casa per raccontare fragilità interiori e difficoltà esistenziali. Il problema è che questo livello di lettura resta piuttosto in superficie e non trova mai un vero sviluppo.
La struttura del film si può dividere abbastanza chiaramente in tre momenti. Una prima fase di preparazione introduce il contesto e i personaggi; una parte centrale più orientata all’azione prova ad aumentare la tensione; infine arriva un segmento conclusivo in cui la storia tende a complicarsi sempre di più. Proprio nel finale il racconto aggiunge ulteriori piani narrativi, ma invece di rafforzare il quadro finisce per sfilacciarlo, fino a perdere in parte il filo della narrazione.
Anche il lavoro degli attori non aiuta molto. Le interpretazioni appaiono spesso rigide e poco convincenti, a partire da quella di Danielle Deadwyler, e il risultato complessivo dà l’impressione di una recitazione un po’ forzata. Nemmeno la regia riesce davvero a tenere insieme il film: diverse scelte sono poco incisive e la gestione della tensione si muove a scatti.
Alla fine resta la sensazione di un progetto un po’ pasticciato. L’idea di partenza aveva un certo potenziale, ma lo sviluppo procede con fatica e tende a complicare la trama proprio nei momenti in cui avrebbe beneficiato di maggiore sottrazione. È un film noioso? Non del tutto. Però raramente riesce a creare un vero coinvolgimento e fatica ad appassionare.





























