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OBBLIGO O VERITÀ Jeff Wadlow

Dati tratti da Wikipedia. Il budget del film è stato di 3,5 milioni di dollari. La pellicola ha incassato 40,7 milioni di dollari nel Nord America e 51,8 nel resto del mondo, per un totale di 92,5 milioni di dollari al botteghino mondiale. Insomma, tanto di cappello alla Blumhouse Productions e naturalmente a Jason Blum, che sa come fare i soldi. Ora veniamo alla recensione di "Obbligo o verità", che è un film modesto, povero di idee, per certi versi parente alla lontana del favoloso "It Follows" - quello sì che è un film da vedere e rivedere. La trama. Un gruppo di amici…

Score

SCORE - 3.5

3.5

4

obbligo verita

Dati tratti da Wikipedia. Il budget del film è stato di 3,5 milioni di dollari. La pellicola ha incassato 40,7 milioni di dollari nel Nord America e 51,8 nel resto del mondo, per un totale di 92,5 milioni di dollari al botteghino mondiale. Insomma, tanto di cappello alla Blumhouse Productions e naturalmente a Jason Blum, che sa come fare i soldi.

Ora veniamo alla recensione di “Obbligo o verità“, che è un film modesto, povero di idee, per certi versi parente alla lontana del favoloso “It Follows” – quello sì che è un film da vedere e rivedere.

La trama. Un gruppo di amici fa un viaggio in Messico. Lì conoscono Carter che li convince a unirsi a lui per un drink tra le rovine di una chiesa. Qui Carter inizia un gioco di “obbligo o verità” con Olivia (Lucy Hale) e i suoi compagni di viaggio. Il gioco termina quando Carter rivela di aver ingannato Olivia per offrire lei e i suoi amici al suo posto nel gioco “obbligo o verità”. Mentre se ne va, Carter spiega ad Olivia che il gioco li seguirà e loro non dovranno rifiutarlo.

Lo sviluppo narrativo fa acqua da tutte le parti, i dialoghi sono scritti tanto al chilo e l’espressività dei giovani attori in scena lascia parecchio a desiderare. Lucy Hale e Violett Beane sono una autentica gioia per gli occhi, ma al momento la recitazione non appartiene alle loro corde. La regia di Jeff Wadlow è piatta e, conti alla mano, quello che doveva essere un horror non è altro che un thriller paranormale con un pallido colpo di scena finale che cerca di strizzare l’occhio ai teenager malati di Social.

In conclusione: se lo definiamo un film brutto, gli facciamo persino un complimento. Salviamo soltanto la grafica della locandina.

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