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	<title>Mario Merola Archivi | DISTOPIC.IT</title>
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	<description>_ music, cinema, books, contemporary culture _</description>
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	<title>Mario Merola Archivi | DISTOPIC.IT</title>
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		<title>IVAN GRANATINO</title>
		<link>https://www.distopic.it/ivan-granatino-intervista2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Jul 2017 22:58:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/ivan-granatino-intervista2017/">IVAN GRANATINO</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Ha un modo di fare musica che è sintesi perfetta di epoche diverse. La tradizione che incontra il lato moderno, attuale, del pop. Ivan Granatino ha sfiorato il palco dell&#8217;ultimo Festival, ma ci riproverà: «Sanremo rappresenta l&#8217;inizio di una carriera solida, un&#8217;opportunità che tutti vorrebbero». Da poco più di un mese è uscito &#8220;Ingranaggi&#8220;, il &#8230;</p>
<p><a href="https://www.distopic.it/ivan-granatino-intervista2017/">IVAN GRANATINO</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/ivan-granatino-intervista2017/">IVAN GRANATINO</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Ha un modo di fare musica che è sintesi perfetta di epoche diverse. La tradizione che incontra il lato moderno, attuale, del pop. <strong>Ivan Granatino</strong> ha sfiorato il palco dell&#8217;ultimo Festival, ma ci riproverà: «Sanremo rappresenta l&#8217;inizio di una carriera solida, un&#8217;opportunità che tutti vorrebbero». <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Da poco più di un mese è uscito &#8220;<strong>Ingranaggi</strong>&#8220;, il suo nuovo album. L&#8217;abbiamo intervistato</span>.</p>
<p><iframe title="Ivan Granatino - N&#039;ammore e basta" width="600" height="338" src="https://www.youtube.com/embed/Rf_6TN0keGk?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>La prima cosa che colpisce di &#8220;Ingranaggi&#8221; è la scaletta extra large. Una scelta in controtendenza rispetto alle produzioni di oggi, molto più asciutte e veloci. Perché questa decisione? </strong></p>
<p><a href="http://www.distopic.it/ivan-granatino-ingranaggi/" target="_blank" rel="noopener"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-14601" src="http://www.distopic.it/wp-content/uploads/2017/07/ivan_granatino_ingranaggi-150x150.jpg" alt="ivan granatino ingranaggi" width="150" height="150" srcset="https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2017/07/ivan_granatino_ingranaggi-150x150.jpg 150w, https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2017/07/ivan_granatino_ingranaggi-70x70.jpg 70w, https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2017/07/ivan_granatino_ingranaggi.jpg 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>«Per quanto riguarda le produzioni, <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">in questo progetto ho voluto fortemente farmi questo viaggio nell&#8217;elettronica toccando tutte le sue sfumature</span>. Grazie a <strong>Massimo D&#8217;Ambra</strong> sono riuscito ad ottenere quello che cercavo. Ho messo 17 tracce nel disco, vuoi perché il 17 è il mio numero fortunato ma anche per la pubblicazione: anno 17».</p>
<p><strong>Cosa è rimasto fuori dal compact?</strong></p>
<p>«Ho lasciato tante tracce fuori dall&#8217;album, <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">ho fatto una selezione ma senza bocciare nessuna creazione perché per me le canzoni che scrivo sono come i figli</span>: le amo tutte nello stesso modo».</p>
<p><strong>Tradizione e modernità. Il tuo disco dice che si può fare del gran pop senza scivolare nel pacchiano. Cos&#8217;è per te il pop?</strong></p>
<p>«Pop per me è popolare, sono le canzoni che riescono ad arrivare alla massa, quelle per tutti. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Ci sono persone che hanno un forte pregiudizio sul pop, invece io ho un gran rispetto per le persone che riescono a creare questa magia, per esempio chapeau per <strong>Rovazzi</strong>: tutti lo criticano, ma tutti a divertirsi con la sua musica</span>. Io faccio pop, ma è un pop fatto al mio modo, forse un po&#8217; alternativo, proprio perché si differenzia tantissimo, anche perché spesso comunico in dialetto».</p>
<p><strong>&#8220;N&#8217;ammore e basta&#8221; è il nostro pezzo preferito. </strong></p>
<p>«Ammazza, sono proprio contento che vi sia arrivata questa traccia, <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">una delle più incomprese rispetto agli altri singoli che ho pubblicato con il video sulla rete</span>».</p>
<p><strong>E&#8217; dedicato a una persona reale oppure è uno sfogo dai contorni più ampi? Com&#8217;è nato?</strong></p>
<p>«E&#8217; uno sfogo dai contorni più ampi. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Ho voluto raccontare un momento che provano tantissime persone: un ragazzo ricco, innamorato, che fa di tutto per rendere felice la sua amata ma senza rendersi conto che forse la sua donna è alla ricerca di altre emozioni</span>».</p>
<p><strong>Il tema dell&#8217;amore si affaccia sovente nelle tue canzoni. E spesso è un amore tormentato. E&#8217; un caso?</strong></p>
<p>Sorride: «No, non è un caso. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">La gente vuole soffrire, vuole identificarsi nelle canzoni. Se stai male per amore non c&#8217;è niente di meglio che ascoltare una canzone che racconta la stessa cosa che ti è successo, ed è un buon momento per sfogare tutta la rabbia e liberarti da quella collera che ti logora ogni attimo della giornata</span>. Solo soffrendo si riesce a sorridere di nuovo».</p>

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  <img decoding="async" src="https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2026/09/4x5_Paris1.jpg" alt="The Wallflowers – Alhambra Paris – 17 novembre 2026" style="width:100%;height:auto;display:block;">
</a>
		</div>
	
<p><strong>Da una tua intervista: &#8220;&#8230;se fai troppi pezzi in italiano qui a Napoli te lo fanno notare&#8221;. Mi ha molto colpito questa frase. Sembra quasi che a Napoli non si possa fare musica in italiano. C&#8217;è discriminazione verso chi canta solo in italiano?</strong></p>
<p>«No, non c&#8217;è discriminazione, ma nel mio caso &#8211; che ho iniziato a cantare in dialetto &#8211; chi mi segue dal giorno 1 è come si sentisse tradito perché su certi aspetti Napoli è molto campanilista. Napoli ha la sua musica, le sue tradizioni e c&#8217;è chi vuole solamente questo. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Io ho sempre comunicato anche in italiano perché amo Napoli, le mie radici, ma nello stesso momento mi sento molto italiano, quindi non ho mai voluto perdere l&#8217;opportunità di farmi comprendere da tutto il Paese</span>».</p>
<p><strong>Nel tuo modo di cantare c&#8217;è la grande tradizione del melodramma partenopeo. Quali artisti napoletani (e non solo) hanno influenzato il tuo stile? </strong></p>
<p>«Sicuramente <strong>Pino Daniele</strong>, <strong>Sergio Bruni</strong>, <strong>Mario Merola</strong>, <strong>Vasco Rossi</strong>, <strong>Jovanotti</strong>. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Anche se sono più di 15 anni che l&#8217;America ha preso il sopravvento su di me ed è per questo che non perdo l&#8217;occasione di fare un mix fra tradizione napoletana, musica italiana e sound americano</span>».</p>
<p><strong>Hai sfiorato Sanremo Giovani quest&#8217;anno. E&#8217; un tuo sogno quel palco? Ci riproverai?</strong></p>
<p>«Sì, ci riproverò, <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">perché Sanremo rappresenta l&#8217;inizio di una carriera solida, un&#8217;opportunità che tutti vorrebbero</span>. Quest&#8217;anno ci sono andato vicino con la canzone &#8220;Chapeau&#8221;».</p>
<p><strong>Amarezza per essere stato escluso?</strong></p>
<p>«Sì, porto un po&#8217; di amarezza <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">perché sono convinto che se fossi riuscito a portare questa canzone sul palco dell&#8217;Ariston, sarebbe potuta diventare una hit paragonabile ad &#8220;Occidentali&#8217;s Karma&#8221;, perché è un pezzo che senza avere una grande vetrina, solo con i Social, è arrivato a tantissima gente</span>».</p>

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<p><a href="https://www.distopic.it/ivan-granatino-intervista2017/">IVAN GRANATINO</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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		<title>MAX ZANOTTI</title>
		<link>https://www.distopic.it/max-zanotti-intervista2017/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 23:49:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cantautore]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Rocker]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/max-zanotti-intervista2017/">MAX ZANOTTI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Il Festival di Sanremo è partito e noi siamo degli inguaribili nostalgici e dei gran curiosi. Nel senso che ogni anno siamo a chiederci: &#8220;Ma com&#8217;è il Festival vissuto da dentro? Che roba è?&#8221;. L&#8217;abbiamo chiesto a Max Zanotti, che nel 2006 prese parte coi Deasonika alla kermesse e visto che la canzone era veramente, &#8230;</p>
<p><a href="https://www.distopic.it/max-zanotti-intervista2017/">MAX ZANOTTI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/max-zanotti-intervista2017/">MAX ZANOTTI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Il Festival di Sanremo è partito e noi siamo degli inguaribili nostalgici e dei gran curiosi. Nel senso che ogni anno siamo a chiederci: &#8220;Ma com&#8217;è il Festival vissuto da dentro? Che roba è?&#8221;. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">L&#8217;abbiamo chiesto a <strong>Max Zanotti</strong>, che nel 2006 prese parte coi <strong>Deasonika</strong> alla kermesse e visto che la canzone era veramente, veramente, veramente bella, si piazzò ben distante dal podio</span>.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Deasonika - Non dimentico più (sanremo 2006)" width="600" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/PPGIMa645qw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Sono passati 11 anni dal Festival 2006. Cosa ricordi di quella esperienza? </strong></p>
<p>«Ho un ricordo sicuramente positivo, avevamo un disco in uscita e la chiamata arrivò inaspettata. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Fu per noi una bella vetrina per promuovere l&#8217;album</span>».</p>
<p><strong>Hai qualche recriminazione a distanza di tempo?</strong></p>
<p>«Non ho sicuramente recriminazioni anche perché non ci aspettavamo nulla. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Da lì a qualche giorno saremmo andati in tour con i <strong>Placebo</strong> e 3 giorni prima eravamo in studio con <strong>Jaz Coleman</strong>, di emozioni ce n&#8217;erano a sufficienza</span>».</p>
<p><strong>Per il pubblico, sappiamo cos&#8217;è Sanremo, cioè il regno del gossip, del ritornello, Pippo Baudo e i suoi surrogati. Per un artista, invece, cos&#8217;è oggi?</strong></p>
<p>«<span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Per un artista emergente è uno dei pochissimi contenitori rimasti, peccato che però sia un festival televisivo e non musicale. Per un Big è un modo per dire &#8220;&#8230;hey, ci sono ancora, eh!&#8221;. Per gli ospiti è un bancomat</span>».</p>
<p><strong>Nella tua/vostra edizione vinse Riccardo Maffoni e c&#8217;erano anche L&#8217;Aura e Ivan Segreto. Ricordi qualche episodio curioso capitato dietro le quinte? O qualche bella amicizia nata?</strong></p>
<p>«Con L&#8217;Aura ci conoscevamo già, invece con Ivan è stata una bella conoscenza, lui è veramente un musicista incredibile. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">La cosa che mi ricordo con &#8220;simpatia&#8221; è stata l&#8217;intervista che ci fece <strong>Mario Merola</strong> in un suo salotto sanremese, mai connubio fu più azzardato. Eravamo abbastanza spaesati&#8230;</span>».</p>

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</a>
		</div>
	
<p><strong>Sanremo e i Talent sono le due facce della stella medaglia? Oppure un contesto è più nobile dell&#8217;altro?</strong></p>
<p>«Sanremo è sicuramente meno carne da macello, è comunque una tradizione nobile della televisione italiana, <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">i Talent sono una pericolosa opportunità per chi non farebbe comunque nulla al di fuori (non per tutti ma per la maggior parte)</span>».</p>
<p><strong>Cosa stai facendo negli ultimi tempi?</strong></p>
<p>«Ho finito il disco dei <strong>Les Fleurs des Maladives</strong> e quello di <strong>Ketty Passa</strong>, sto per finire quello di <strong>Alteria</strong> e tra poco inizierò con una nuova produzione, quindi tanto lavoro in studio. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Personalmente stiamo scrivendo il secondo album dei <strong>Casablanca</strong>, la mia band. Dovremmo uscire per settembre</span>».</p>

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</a>
		</div>
	
<p><a href="https://www.distopic.it/max-zanotti-intervista2017/">MAX ZANOTTI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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