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	<title>Piero Ciampi Archivi | DISTOPIC.IT</title>
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	<description>_ music, cinema, books, contemporary culture _</description>
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	<title>Piero Ciampi Archivi | DISTOPIC.IT</title>
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		<title>SETTORE OUT</title>
		<link>https://www.distopic.it/settore-out/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Sep 2020 22:58:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Rock]]></category>
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		<category><![CDATA[Evasio Muraro]]></category>
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		<category><![CDATA[Settore Out]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/settore-out/">SETTORE OUT</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Doveva uscire sul finire degli Anni Novanta come seguito di quell&#8217;enorme &#8220;Il rumore delle idee&#8221;, ma &#8220;fANTASMI&#8221; è arrivato a vedere la luce soltanto nel 2020 dopo aver trascorso parecchio tempo nel cassetto. Il nuovo disco dei Settore Out condensa (in 43 minuti) undici canzoni che riportano alla luce l’esperienza di uno dei più importanti &#8230;</p>
<p><a href="https://www.distopic.it/settore-out/">SETTORE OUT</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/settore-out/">SETTORE OUT</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p><strong><img decoding="async" class="alignright wp-image-22950 size-full" src="https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2020/09/settore_out.jpg" alt="settore out" width="300" height="300" srcset="https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2020/09/settore_out.jpg 300w, https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2020/09/settore_out-150x150.jpg 150w, https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2020/09/settore_out-70x70.jpg 70w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p>Doveva uscire sul finire degli Anni Novanta come seguito di quell&#8217;enorme &#8220;Il rumore delle idee&#8221;, ma &#8220;<strong>fANTASMI</strong>&#8221; è arrivato a vedere la luce soltanto nel 2020 dopo aver trascorso parecchio tempo nel cassetto.</p>
<p>Il nuovo disco dei <strong>Settore Out</strong> condensa (in 43 minuti) undici canzoni che riportano alla luce l’esperienza di uno dei più importanti gruppi italiani degli Anni Novanta.</p>
<p>In una curatissima confezione cartonata con un libretto di 16 pagine a colori, l&#8217;album è un’esplosione di trame chitarristiche, cose che oggi sono completamente evaporate nel panorama rock italiano sotto il peso di un&#8217;elettronica che spesso è usata per riempire i vuoti più che per valorizzare i contenuti. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Qui la storia è un&#8217;altra: il rock americano è il punto di partenza, ma è la provincia italiana il motore che alimenta la voce del sottovalutatissimo <strong>Evasio Muraro</strong></span>.</p>
<p>Nel gioco dei confronti, &#8220;fANTASMI&#8221; esce sconfitto dal duello con &#8220;Il rumore delle idee&#8221;, ma soltanto perché è un disco diverso, soprattutto negli arrangiamenti. Non &#8220;meno bello&#8221;, ma prodotto diversamente &#8211; all&#8217;epoca <strong>Francesco Magnelli</strong> e <strong>Gianni Maroccolo</strong> fecero un lavoro sontuoso sul compact precedente a questo.</p>
<p>La scaletta ha diversi momenti che meritano un ascolto ripetuto: da &#8220;Soli&#8221; a &#8220;Se&#8221; (testo ispirato da uno scritto di <strong>Edda</strong>), passando per &#8220;Scrivo ancora una canzone&#8221; (anche in questo caso con un&#8217;ispirazione, quella di <strong>Piero Ciampi</strong>) e &#8220;Genova e Livorno&#8221;.</p>

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<p><a href="https://www.distopic.it/settore-out/">SETTORE OUT</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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		<title>JULIELLE</title>
		<link>https://www.distopic.it/julielle-intervista2020/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 00:22:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Beth Gibbons]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/julielle-intervista2020/">JULIELLE</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>&#8220;(A)cross&#8220;, il suo primo ep, ci è piaciuto tantissimo. Perché l&#8217;atmosfera che riesce a creare Julielle con la sua musica è una magia che ruota attorno alla sua capacità di tenere incollato l&#8217;ascoltatore con la sua voce. L&#8217;Ep ha un&#8217;atmosfera che rimanda al trip hop: è una suggestione forte che ha ispirato le tue canzoni? &#8230;</p>
<p><a href="https://www.distopic.it/julielle-intervista2020/">JULIELLE</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/julielle-intervista2020/">JULIELLE</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>&#8220;<strong>(A)cross</strong>&#8220;, il suo primo ep, ci è piaciuto tantissimo. Perché l&#8217;atmosfera che riesce a creare <strong>Julielle</strong> con la sua musica <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">è una magia che ruota attorno alla sua capacità di tenere incollato l&#8217;ascoltatore con la sua voce</span>.</p>
<p><iframe loading="lazy" title="Ether" width="600" height="450" src="https://www.youtube.com/embed/9DAlk8MnAiY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>L&#8217;Ep ha un&#8217;atmosfera che rimanda al trip hop: è una suggestione forte che ha ispirato le tue canzoni? Tu sei un&#8217;appassionata di questo genere?</strong></p>
<p><a href="https://www.distopic.it/julielle/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-22163" src="https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2020/01/julielle-150x150.jpg" alt="julielle" width="150" height="150" srcset="https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2020/01/julielle-150x150.jpg 150w, https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2020/01/julielle.jpg 300w, https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2020/01/julielle-70x70.jpg 70w" sizes="auto, (max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>«Diciamo che non c&#8217;è un solo genere a cui sono particolarmente appassionata. Sicuramente tra i miei ascolti c&#8217;è molto della scena trip hop di Bristol dei fine Anni 90, ad esempio i <strong>Portishead</strong>. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow"><strong>Beth Gibbons</strong> è una delle mie artiste preferite al mondo, amo la sua capacità espressiva erotica e sofferente allo stesso tempo</span>. Sullo stesso piano ci sono anche i <strong>Massive Attack</strong> e i <strong>Morcheeba</strong>».</p>
<p><strong>&#8220;Ether&#8221; è forse la traccia più intima del disco: com&#8217;è nata?</strong></p>
<p>«&#8221;Ether&#8221; è la canzone più dolce che abbia mai scritto. Ricordo che un pomeriggio ricevetti un messaggio da parte di una mia amica nel quale mi diceva di aspettare un bambino. Poco dopo mi misi al pianoforte e suonai qualcosa di molto simile ad una ninna nanna. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Mentre mi chiedevo cosa si potesse dire ad un bambino appena nato</span>. Da qui è partito un testo in cui parlo di paure in veste di serpenti (che sono la mia più grande paura e al contempo l&#8217;animale che più mi affascina) e di sincerità in veste di occhi. E poi &#8220;don&#8217;t worry about&#8221;, come carezza».</p>
<p><strong>Le tue canzoni hanno un taglio internazionale, che rapporto hai invece con l&#8217;italiano?</strong></p>
<p>«Molta gente crede che lo scrivere in inglese voglia dire aver avuto ascolti prettamente esteri. No. Con l&#8217;italiano non ho un cattivo rapporto. Sicuramente ho un rapporto&#8230; antiquato. Amo menti come <strong>Tenco</strong>, <strong>Piero Ciampi</strong>, <strong>Mogol</strong> o <strong>Mina</strong>. Questo non esclude che ci siano artisti validi tutt&#8217;ora (ad esempio sono completamente innamorata di <strong>Venerus</strong>). Altra convinzione che io trovo sbagliata è considerare che l&#8217;inglese sia una scelta comoda, non credo sia questo. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Credo che sentirsi &#8220;compresi&#8221; in una lingua non sia un fattore di terra natìa, quanto una questione di naturalezza nell&#8217;espressione. Anche se ad essere completamente sincera, non mi dispiace che i miei testi siano un po&#8217; celati al primo ascolto</span>; questo mi fa sentire meno nuda. Con ciò, però, non escludo che un giorno possa iniziare a scrivere in italiano».</p>

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		<title>STELLA BURNS</title>
		<link>https://www.distopic.it/stella-burns-jukebox-songs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Nov 2016 23:12:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cover]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Calexico]]></category>
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		<category><![CDATA[Mino Reitano]]></category>
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		<category><![CDATA[Radiohead]]></category>
		<category><![CDATA[Stella Burns]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/stella-burns-jukebox-songs/">STELLA BURNS</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Stella Burns si cimenta con la rivisitazione di alcune cover in salsa country rock e desert blues: da Leonard Cohen a Mino Reitano passando per Piero Ciampi, Calexico e Radiohead. L&#8217;album è velocissimo (10 episodi per 30 minuti di musica) e al primo ascolto colpisce per la pulizia del suono, a conferma che in cabina di regia le &#8230;</p>
<p><a href="https://www.distopic.it/stella-burns-jukebox-songs/">STELLA BURNS</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/stella-burns-jukebox-songs/">STELLA BURNS</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p><strong><img loading="lazy" decoding="async" class="alignright wp-image-11832 size-full" src="http://www.distopic.it/wp-content/uploads/2016/11/STELLA_BURNS_jukebox_songs.jpg" alt="stella burns jukebox songs" width="300" height="300" srcset="https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2016/11/STELLA_BURNS_jukebox_songs.jpg 300w, https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2016/11/STELLA_BURNS_jukebox_songs-150x150.jpg 150w, https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2016/11/STELLA_BURNS_jukebox_songs-70x70.jpg 70w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></p>
<p><strong>Stella Burns</strong> si cimenta con la rivisitazione di alcune cover in salsa country rock e desert blues: da <strong>Leonard Cohen</strong> a <strong>Mino Reitano</strong> passando per <strong>Piero Ciampi</strong>, <strong>Calexico</strong> e <strong>Radiohead</strong>. L&#8217;album è velocissimo (10 episodi per 30 minuti di musica) e al primo ascolto colpisce per la pulizia del suono, a conferma che in cabina di regia le idee sono state gestite (tradotto: registrate e mixate) veramente bene. Il contenuto piace ma non esalta. Nel senso: <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">le cover proposte sono quasi tutte carine, ma in diversi passaggi l&#8217;interpretazione non riesce a dare vita nuova a brani straconosciuti. Insomma, si sarebbe potuto esagerare e osare, invece si è scelta la via del &#8220;compitino&#8221;</span>. Il pezzo che vi consigliamo? &#8220;Lucky&#8221;, rivisitazione della celebre hit dei Radiohead.</p>

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<p><a href="https://www.distopic.it/stella-burns-jukebox-songs/">STELLA BURNS</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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		<title>LUCA FAGGELLA</title>
		<link>https://www.distopic.it/luca-faggella-intervista2015/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Dec 2015 23:41:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cantautore]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Assalti Frontali]]></category>
		<category><![CDATA[Bob Dylan]]></category>
		<category><![CDATA[Bobo Rondelli]]></category>
		<category><![CDATA[Federico Maria Sardelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/luca-faggella-intervista2015/">LUCA FAGGELLA</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Ha da poco dato alle stampe un&#8217;antologia che racconta tanto della sua ventennale carriera, ma che dice anche molto del percorso che sarà, perché l&#8217;album contiene una manciata di inediti, fra cui &#8220;Tempo&#8221;, il singolo che Luca Faggella ha scelto per lanciare questo nuovo lavoro. La prima cosa che voglio chiederti è relativa a questa &#8230;</p>
<p><a href="https://www.distopic.it/luca-faggella-intervista2015/">LUCA FAGGELLA</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/luca-faggella-intervista2015/">LUCA FAGGELLA</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Ha da poco dato alle stampe <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">un&#8217;antologia che racconta tanto della sua ventennale carriera, ma che dice anche molto del percorso che sarà</span>, perché l&#8217;album contiene una manciata di inediti, fra cui &#8220;Tempo&#8221;, il singolo che <strong>Luca Faggella</strong> ha scelto per lanciare questo nuovo lavoro.</p>
<p><strong>La prima cosa che voglio chiederti è relativa a questa antologia che poi è anche un nuovo disco. Che valore dare a essa? Un disco nuovo con anche delle canzoni vecchie o il contrario? Insomma, qual è la sua chiave di lettura?</strong></p>
<p>«Per me è nuovo, vuoi perché ci sono diversi inediti, sei. Vuoi perché è una antologia, più che un &#8220;best of&#8221; che con la mia storia avrebbe poco senso. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Vale a dire quello che ho scelto per rappresentare tutto il percorso. Quello che credo possa restare, a iniziare dalle nuove canzoni</span>».</p>
<p><strong>Tu vieni da una città che ha spesso espresso artisti tormentati &#8211; penso a Ciampi, a Rondelli, ad esempio. Vista da vicino, che realtà è Livorno e in che maniera ispira gli artisti?</strong></p>
<p>«Credo che ogni città esprima artisti diversi e non necessariamente li caratterizzi. O li ispiri. Può accadere o anche non accadere. I tormenti di Piero Ciampi sono stati il lascito di dolorose vicende familiari, più che una ispirazione della città, della sua aria. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Ci sono anche artisti felici a Livorno, penso a <strong>Federico Maria Sardelli</strong>, a band come i <strong>Sinfonico Honolulu</strong> o anche se son dei bei darkettoni come me, ai <strong>Siberia</strong></span>».</p>
<p><strong>Che momento stiamo vivendo in Italia dal punto di vista musicale? Sembra che le grosse novità degli ultimi anni siano state il rap e i Talent&#8230;</strong></p>
<p>«Già, è un momento strano in cui anche ciò che non viene dai Talent ci si uniforma o tende a emulare quel tipo di produzioni. Del rap non so cosa dire, non mi attrae molto e non riesco ad ascoltarlo se non qualcosa di &#8220;storico&#8221; (<strong>Assalti Frontali</strong> per esempio&#8230;). Credo che ci siano molte energie compresse, che aspettano solo di poter essere liberate da un maggiore interesse del pubblico. Ho fiducia che stiano per succedere cose belle insomma. I reality esprimono sempre le stesse voci standard: <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">bravissimi certo, ma sempre cantanti &#8220;in franchising&#8221; per così dire, senza la colla e sabbia di voci come <strong>Bob Dylan</strong> o <strong>Joe Strummer</strong>. O le profondità di <strong>Johnny Cash</strong> o <strong>Leonard Cohen</strong>, l&#8217;asprezza e intensità di <strong>Nick Cave</strong>. E&#8217; quello che alla fine ama il pubblico. La personalità. E nei reality tutti questi signori che ho citato, sarebbero stati tutti bocciati ai provini</span>».</p>
<p><strong>Superati i 30/40 anni, perché si continua a fare musica? Insomma, superato l&#8217;incanto e fatti i conti con il disincanto di una professione crudele, perché si va avanti?</strong></p>
<p>«Perché non sono mai stato incantato o disincantato e suonare per me è un gioco, mai legato all&#8217;età giovanile, semmai all&#8217;infanzia, è l&#8217;infanzia che ancora vivo, quello che resta del me stesso bambino. Una parte importante quindi».</p>
<p><strong>Tu sei stato fra i primi a usare internet per veicolare la tua arte. Credi che il web abbia dato, in questi anni, ciò che prometteva agli artisti 15 anni fa? Nel senso: ha fatto da reale megafono oppure ha solo intasato gli spazi con una valanga di proposte spesso non professionali?</strong></p>
<p>«Mah, entrambe le cose direi. Un po&#8217; oro, un po&#8217; merda. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">La cosa interessante è la possibilità di un contatto più diretto e immediato con chi ti ascolta, la cosa deprimente è l&#8217;intasamento assurdo che fa sì che anche cose senza amore o cura vengano buttate lì, come fosse anche una specie di discarica dei tentativi</span>. Le promesse del web (soprattutto del dare nuove possibilità economiche) al momento non mi sembrano mantenute ma mai dire mai».</p>

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		<title>RAFFAELE VASQUEZ</title>
		<link>https://www.distopic.it/raffaele-vasquez-me/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 18 Oct 2015 23:02:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Canzone d'autore]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Ciampi]]></category>
		<category><![CDATA[Raffaele Vasquez]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/raffaele-vasquez-me/">RAFFAELE VASQUEZ</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Raffaele Vasquez scrive bene: le sue canzoni hanno una certa cifra dal punto di vista lirico. Intendiamoci, il suo è un cantautorato moderno che guarda al passato con interesse e un pizzico di devozione. &#8220;Me&#8221; restituisce l&#8217;immagine di un artista che ama raccontare e raccontarsi, che zooma fuori e dentro il proprio mondo con slancio. Dal punto &#8230;</p>
<p><a href="https://www.distopic.it/raffaele-vasquez-me/">RAFFAELE VASQUEZ</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/raffaele-vasquez-me/">RAFFAELE VASQUEZ</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-7111" src="http://www.distopic.it/wp-content/uploads/2015/10/RAFFAELE_VASQUEZ_me.jpg" alt="RAFFAELE_VASQUEZ_me" width="300" height="300" srcset="https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2015/10/RAFFAELE_VASQUEZ_me.jpg 300w, https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2015/10/RAFFAELE_VASQUEZ_me-150x150.jpg 150w, https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2015/10/RAFFAELE_VASQUEZ_me-70x70.jpg 70w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p><strong>Raffaele Vasquez</strong> scrive bene: le sue canzoni hanno una certa cifra dal punto di vista lirico. Intendiamoci, <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">il suo è un cantautorato moderno che guarda al passato con interesse e un pizzico di devozione. &#8220;<strong>Me</strong>&#8221; restituisce l&#8217;immagine di un artista che ama raccontare e raccontarsi, che zooma fuori e dentro il proprio mondo con slancio</span>. Dal punto di vista musicale il disco va a corrente alternata, nel senso che cerca sì l&#8217;orecchiabilità ma a volte si ha come la sensazione che le sonorità non riescano a tenere il passo delle parole e che fatichino a mostrare un profilo originale. Questo penalizza molto il lavoro di Raffaele Vasquez, che a conti fatti strappa la sufficienza in extremis. Nel compact pure &#8220;Hanno arrestato anche l&#8217;inverno&#8221; di <strong>Piero Ciampi</strong>.</p>

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<p><a href="https://www.distopic.it/raffaele-vasquez-me/">RAFFAELE VASQUEZ</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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		<title>CORRADO NUCCINI</title>
		<link>https://www.distopic.it/corrado-nuccini-five-songs/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 10 Apr 2015 02:13:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Altri Suoni]]></category>
		<category><![CDATA[Five Songs]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Andrea Pazienza]]></category>
		<category><![CDATA[Arvo Pärt]]></category>
		<category><![CDATA[Beppe Fenoglio]]></category>
		<category><![CDATA[Bob Dylan]]></category>
		<category><![CDATA[Corrado Nuccini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/corrado-nuccini-five-songs/">CORRADO NUCCINI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Di sè, Corrado Nuccini dice: «Nasco ai piedi della Pietra di Bismantova, appennino Reggiano, precisamente all’ospedale S.Anna di Castelnovo ne’ Monti, il 14 luglio del 1974, festa nazionale in Francia, non qui e già questo spiega molte cose. Mia madre aveva ventun anni e mio padre pochi di più, lei bella, lui meno. Suono la &#8230;</p>
<p><a href="https://www.distopic.it/corrado-nuccini-five-songs/">CORRADO NUCCINI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/corrado-nuccini-five-songs/">CORRADO NUCCINI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<figure id="attachment_4308" aria-describedby="caption-attachment-4308" style="width: 600px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-4308 size-full" src="https://www.distopic.it/wp-content/uploads/2015/04/CORRADO_NUCCINI.jpg" alt="CORRADO_NUCCINI" width="600" height="416" /><figcaption id="caption-attachment-4308" class="wp-caption-text">Foto di Arianna Lerussi</figcaption></figure>

		<div class="box info  ">
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				<span class="fa tie-shortcode-boxicon"></span>Di sè, <strong>Corrado Nuccini</strong> dice: «Nasco ai piedi della Pietra di Bismantova, appennino Reggiano, precisamente all’ospedale S.Anna di Castelnovo ne’ Monti, il 14 luglio del 1974, festa nazionale in Francia, non qui e già questo spiega molte cose. Mia madre aveva ventun anni e mio padre pochi di più, lei bella, lui meno. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Suono la chitarra nei <strong>Giardini Di Mirò</strong>, un gruppo che vorrebbe essere un po’ punk, un po’ cantautorale, un po’ di ricerca ed un po’ pop. Che altro dire? Faccio domande e non aspetto risposte e di solito la gente s’incazza. Io provo a cambiare ma ci riesco per brevi periodi. Mi risulta più semplice ascoltare quello che dice la gente nei ristoranti</span>. Adoro i dettagli, le cose che rischiano di cadere inosservate: come si appoggia il tacco delle scarpe, come si sfiorano le dita delle mani perché ritrovo, in queste piccoli gesti, delle fessure attraverso cui sbirciare l’intimo umano. Mi piacerebbe un giorno alzarmi ed essere come <strong>Leonard Cohen</strong>, <strong>Pier Vittorio Tondelli</strong>, <strong>Silvio D’Arzo</strong>, <strong>Bob Dylan</strong>, <strong>Arvo Pärt</strong>, <strong>John Fante</strong>, <strong>Fabrizio De Andrè</strong>, <strong>Michel Platini</strong>, <strong>Maria Callas</strong>, <strong>Giuseppe Ungaretti</strong>, <strong>Andrea Pazienza</strong>, <strong>Piero Ciampi</strong>, <strong>Ugo Tognazzi</strong>, <strong>Pier Paolo Pasolini</strong>, <strong>Gian Maria Volonté</strong>, <strong>Roland Barthes</strong>, <strong>Beppe Fenoglio</strong>, <strong>Ornella Vanoni</strong>, <strong>Mario Monicelli</strong>, <strong>Miles Davis</strong> e tutti quelli che sono riusciti ad affascinarmi con le parole, i suoni o le loro gesta». Di seguito le sue 5 canzoni preferite…
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		<div class="clearfix"></div>
		<hr style="margin-top:10px; margin-bottom:10px;" class="divider divider-normal">
	
<h4><strong>Miles Davis &#8211; Shhh/Peaceful</strong></h4>
<p><iframe loading="lazy" title="Miles Davis - Shhh/Peaceful (2/2)" width="1220" height="915" src="https://www.youtube.com/embed/AOy-pJ1xQe0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>

		<div class="clearfix"></div>
		<hr style="margin-top:10px; margin-bottom:10px;" class="divider divider-normal">
	
<h4><strong>Daniel Lanois &#8211; Agave</strong></h4>
<p><iframe loading="lazy" title="Agave" width="1220" height="915" src="https://www.youtube.com/embed/BSCyF6MJPRA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>

		<div class="clearfix"></div>
		<hr style="margin-top:10px; margin-bottom:10px;" class="divider divider-normal">
	
<h4><strong>Lou Reed &#8211; Romeo Had Juliette</strong></h4>
<p><iframe loading="lazy" title="Lou Reed  - Romeo had Juliette" width="1220" height="915" src="https://www.youtube.com/embed/U-TGvfkTSiw?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>

		<div class="clearfix"></div>
		<hr style="margin-top:10px; margin-bottom:10px;" class="divider divider-normal">
	
<h4><strong>Herbie Hancock &#8211; Hidden Shadows</strong></h4>
<p><iframe loading="lazy" title="Herbie Hancock : Hidden Shadows" width="1220" height="915" src="https://www.youtube.com/embed/spnjTzuVBO0?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>

		<div class="clearfix"></div>
		<hr style="margin-top:10px; margin-bottom:10px;" class="divider divider-normal">
	
<h4><strong>The war on drugs &#8211; Suffering</strong></h4>
<p><iframe loading="lazy" title="The War on Drugs - Suffering" width="1220" height="686" src="https://www.youtube.com/embed/o8R5frsqBDA?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></p>
<p><a href="https://www.distopic.it/corrado-nuccini-five-songs/">CORRADO NUCCINI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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		<title>BOBO RONDELLI</title>
		<link>https://www.distopic.it/bobo-rondelli-intervista2014/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jun 2014 23:06:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cantautore]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Italiano]]></category>
		<category><![CDATA[Bobo Rondelli]]></category>
		<category><![CDATA[Piero Ciampi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/bobo-rondelli-intervista2014/">BOBO RONDELLI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Un perdente di successo o un vincente con l’aria da perdente. «La verità è che manco io so perché ogni tanto mi chiamano a suonare o a fare qualche film». Bobo Rondelli è un mito della scena indipendente italiana, perché è uno dei pochi che dagli Anni Novanta è uscito conservando credibilità e pubblico. La &#8230;</p>
<p><a href="https://www.distopic.it/bobo-rondelli-intervista2014/">BOBO RONDELLI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://www.distopic.it/bobo-rondelli-intervista2014/">BOBO RONDELLI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
<p>Un perdente di successo o un vincente con l’aria da perdente. «<span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">La verità è che manco io so perché ogni tanto mi chiamano a suonare o a fare qualche film</span>». <strong>Bobo Rondelli</strong> è un mito della scena indipendente italiana, perché è uno dei pochi che dagli Anni Novanta è uscito conservando credibilità e pubblico.</p>
<p><strong>La tua Livorno fa venire subito in mente Piero Ciampi. Molti ti accomunano al grande cantautore toscano, lo sai?</strong></p>
<p>«Ho scoperto Ciampi solo quando era già morto. <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">Era un grande</span>».</p>
<p><strong>Sei tu il suo erede?</strong></p>
<p>«Lo dicono gli altri?».</p>
<p><strong>Sì.</strong></p>
<p>«Vabbè, ognuno dica quello che vuole, tanto io non leggo nulla che mi riguarda».</p>
<p><strong>Perché?</strong></p>
<p>«Perché se scrivono male mi arrabbio, se scrivono bene magari mi esalto, <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">quindi meglio non sapere nulla</span>».</p>
<p><strong>Che tipo sei?</strong></p>
<p>«Sono molto pigro, mi piace vivere orizzontalmente. E poi credo che la pigrizia ti porti a pensare molto e a usare la testa».</p>
<p><strong>Se non avessi fatto il cantautore, cosa avresti fatto?</strong></p>
<p>«Chissà, credo però di sapere cosa sono stato nella vita precedente: <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">un macaco femmina dai facili costumi, molto avvezza all’accoppiamento continuativo</span>».</p>
<p><strong>Tu hai sempre avuto un rapporto conflittuale con le donne, vero?</strong></p>
<p>«Mi piace ascoltarle, sentirle parlare. Mi piacciono le donne, ma il rapporto con loro è una questione di momenti, a volte nella vita mi è venuto facile avere a che fare con loro, altri un po’ meno».</p>
<p><strong>Esiste per ognuno di noi la donna che ci completa perfettamente?</strong></p>
<p>«Sì, <span class="tie-highlight tie-highlight-yellow">ma solo per i primi sei mesi della relazione, poi iniziamo a pensare che nel mondo ci sono tantissime altre donne, e lì iniziano i guai</span>. Ma credo che ‘sto discorso valga anche per loro».</p>

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<p><a href="https://www.distopic.it/bobo-rondelli-intervista2014/">BOBO RONDELLI</a> <a href="https://www.distopic.it">DISTOPIC.IT</a></p>
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