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SETTORE OUT Fantasmi

Doveva uscire sul finire degli Anni Novanta come seguito di quell'enorme "Il rumore delle idee", ma "fANTASMI" è arrivato a vedere la luce soltanto nel 2020 dopo aver trascorso parecchio tempo nel cassetto. Il nuovo disco dei Settore Out condensa (in 43 minuti) undici canzoni che riportano alla luce l’esperienza di uno dei più importanti gruppi italiani degli Anni Novanta. In una curatissima confezione cartonata con un libretto di 16 pagine a colori, l'album è un’esplosione di trame chitarristiche, cose che oggi sono completamente evaporate nel panorama rock italiano sotto il peso di un'elettronica che spesso è usata per…

Score

QUALITA' - 69%

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settore out

Doveva uscire sul finire degli Anni Novanta come seguito di quell’enorme “Il rumore delle idee”, ma “fANTASMI” è arrivato a vedere la luce soltanto nel 2020 dopo aver trascorso parecchio tempo nel cassetto.

Il nuovo disco dei Settore Out condensa (in 43 minuti) undici canzoni che riportano alla luce l’esperienza di uno dei più importanti gruppi italiani degli Anni Novanta.

In una curatissima confezione cartonata con un libretto di 16 pagine a colori, l’album è un’esplosione di trame chitarristiche, cose che oggi sono completamente evaporate nel panorama rock italiano sotto il peso di un’elettronica che spesso è usata per riempire i vuoti più che per valorizzare i contenuti. Qui la storia è un’altra: il rock americano è il punto di partenza, ma è la provincia italiana il motore che alimenta la voce del sottovalutatissimo Evasio Muraro.

Nel gioco dei confronti, “fANTASMI” esce sconfitto dal duello con “Il rumore delle idee”, ma soltanto perché è un disco diverso, soprattutto negli arrangiamenti. Non “meno bello”, ma prodotto diversamente – all’epoca Francesco Magnelli e Gianni Maroccolo fecero un lavoro sontuoso sul compact precedente a questo.

La scaletta ha diversi momenti che meritano un ascolto ripetuto: da “Soli” a “Se” (testo ispirato da uno scritto di Edda), passando per “Scrivo ancora una canzone” (anche in questo caso con un’ispirazione, quella di Piero Ciampi) e “Genova e Livorno”.

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