DECO Driver's Seat
“Driver’s Seat” ha qualcosa che arriva direttamente dagli anni ’80, ma lo rilegge attraverso una sensibilità alt-pop più attuale. Il ritornello è davvero bello, con una linea melodica che rimane in testa, ma è soprattutto il testo a dare profondità al brano: il viaggio notturno, la strada aperta, i dubbi sul passato e quella sensazione di essere finalmente al volante della propria vita raccontano molto più di una semplice fuga. C’è un’intera riflessione sull’esistenza nascosta dentro un viaggio in macchina.
“Driver’s Seat” has something that comes straight from the ’80s, but filters it through a more contemporary alt-pop sensibility. The chorus is really beautiful, with a melodic line that stays in your head, but it is above all the lyrics that give the song depth: the late-night journey, the open road, doubts about the past and that feeling of finally being in the driver’s seat of your own life tell us much more than a simple escape. There is an entire reflection on existence hidden inside a car journey.
“Driver’s Seat” ha qualcosa che arriva direttamente dagli anni ’80, ma lo rilegge attraverso una sensibilità alt-pop più attuale. Il ritornello è davvero bello, con una linea melodica che rimane in testa, ma è soprattutto il testo a dare profondità al brano: il viaggio notturno, la strada aperta, i dubbi sul passato e quella sensazione di essere finalmente al volante della propria vita raccontano molto più di una semplice fuga. C’è un’intera riflessione sull’esistenza nascosta dentro un viaggio in macchina.




























