RAW – UNA CRUDA VERITÀ (Grave) Julia Ducournau
“Raw – Una cruda verità” (2016), esordio nel lungometraggio di Julia Ducournau, parte da un’idea intrigante e piuttosto originale, capace di aprire prospettive interessanti senza affidarsi a formule già collaudate. Alcuni passaggi della sceneggiatura funzionano, ma il film nel suo insieme è imperfetto e dà l’impressione di voler concentrare troppi elementi in uno spazio narrativo ristretto.
La trama incespica spesso, perde slancio e fatica a trovare una direzione precisa, mentre la regia è buona. Le scene di disgusto si accompagnano a una morbosità sessuale ostentata, tra nudità gratuite e provocazioni che sembrano rispondere più alla volontà di scioccare che a un’effettiva necessità narrativa. Un eccesso poco controllato, quasi un espediente voyeuristico per attirare l’attenzione e compiacere una nicchia di pubblico.
A risollevare parzialmente il risultato contribuiscono le ottime musiche di Jim Williams e un cast convincente, soprattutto nelle interpretazioni di Garance Marillier ed Ella Rumpf, rispettivamente nei ruoli delle sorelle Justine e Alexia, credibili nel dare corpo alle dinamiche del loro rapporto.
Il finale prova a rimescolare le carte, ma le svolte risultano abbastanza prevedibili. Resta un’opera con un’intuizione di partenza interessante, che non riesce però a svilupparne fino in fondo le potenzialità. Un film da vedere? Sì, merita una possibilità.




















