GNUT & ALESSANDRO D’ALESSANDRO Dduje paravise

Tra elettronica gentile e suono delle radici, “Dduje paravise” segna l’incontro fertile tra Gnut e Alessandro D’Alessandro. L’atmosfera è quella di un Mediterraneo non turistico ma interiore, dove la voce di Gnut — calda, espressiva, velata di malinconia — si muove su tappeti sonori plasmati da D’Alessandro, tra impulsi digitali e memoria acustica. Non è world music: è piuttosto un ritorno alle origini reinventate, un dialogo con la tradizione napoletana che si riapre al presente.
I classici vengono rivisitati con leggerezza e rispetto: “E mo’ e mo’”, portata a Sanremo nel 1985 da Peppino di Capri, diventa qui una ballata intima, quasi una confessione sussurrata. “Villanella di Cenerentola”, scritta da Roberto De Simone per l’opera teatrale “La gatta cenerentola”, si allarga invece in un respiro onirico, sospeso tra voce e organetto, tra chitarra e lieve elettronica.
Tra le collaborazioni spiccano due nomi importanti: Tosca, che con la sua eleganza naturale porta grazia teatrale, ed Enzo Gragnaniello, capace come pochi di dare al canto una forza emotiva viscerale, mai prevedibile.
“Dduje paravise” è un disco che scorre come un album di ricordi filtrato dalla luce di oggi: passato e futuro si incontrano in un suono libero, discreto e pieno di anima.





























