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ASAF AVIDAN Anagnorisis

Quanti riescono a maneggiare il pop, oggi, con queste capacità vocali, questa varietà negli arrangiamenti, questo folle equilibrio attorno a generi diversi? Asaf Avidan continua a confermarsi un artista unico nel vasto panorama della musica contemporanea, e non solo per la voce androgina ma per tutto ciò che riesce a comunicare all'ascoltatore con la sua arte. "Anagnorisis" è un disco che ha dentro un sacco di cose: , un po' di Amy Winehouse in "900 Days", un po' di David Bowie in "Earth Odyssey". E tutto attorno arrangiamenti mai banali e un'intensità emotiva che…

Score

QUALITA' - 81%

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asaf avidan

Quanti riescono a maneggiare il pop, oggi, con queste capacità vocali, questa varietà negli arrangiamenti, questo folle equilibrio attorno a generi diversi? Asaf Avidan continua a confermarsi un artista unico nel vasto panorama della musica contemporanea, e non solo per la voce androgina ma per tutto ciò che riesce a comunicare all’ascoltatore con la sua arte.

Anagnorisis” è un disco che ha dentro un sacco di cose: un singolo pazzesco come “Lost Horse”, un po’ di Amy Winehouse in “900 Days”, un po’ di David Bowie in “Earth Odyssey”. E tutto attorno arrangiamenti mai banali e un’intensità emotiva che quando calano i ritmi – come nel caso di “No Words” – diventa spiazzante. Da segnalare anche l’efficacia di episodi come “Rock Of Lazarus” e “Indifferent Skies”.

In scaletta 10 pezzi. Qualche sbandata c’è (vedi la title track o la seconda parte del compact) ma quello che funziona, funziona così bene da legittimare ascolto e acquisto.

Alla fine ciò che piace di “Anagnorisis” è la capacità di sorprendere dopo ogni ascolto, di essere intimo e familiare anche a distanza di tempo, come se il rapporto con l’ascoltatore si andasse a rinnovare/ricreare ogni volta che il disco riparte daccapo. Una magia dentro una magia. E non è cosa da poco…

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