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CHRISTAUX Ecstasy

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Trovare un’opera del genere a quasi dieci anni dall’uscita, pescata a un euro alla Feltrinelli di Milano, fa riflettere. È la prova che chi promuove applica metodi forse preistorici: non sanno sostenere le pubblicazioni sulla lunga distanza. Il risultato è che un lavoro clamoroso rischia di non arrivare nei radar persino di chi sta nel settore da una vita.

Pubblicato nel 2017, “Ecstasy” è il debutto di Christaux, alias Claudio Nigliazzo. Il disco si muove su coordinate di elettronica mistica ma ben piantata a terra, intrisa di echi anni Ottanta. La produzione, curata in tandem con Mario Conte, va dritta al sodo: l’album suona fresco, vanta un’ottima stratificazione e tecnicamente non è invecchiato di un giorno.

Nelle dieci tracce in scaletta i singoli potenziali si sprecano. Pezzi a fuoco come “Human”, “Light Year”, “A Minute To Now” e “Tonight” mettono in mostra una scrittura lucidissima e un gran tiro. In “Surreal”, invece, i riferimenti ai Depeche Mode di “Songs of Faith and Devotion” risultano palesi ma gestiti con intelligenza. Un esordio bello e ispirato, che l’industria musicale (e chi doveva promuoverlo…) ha colpevolmente archiviato troppo in fretta.

Review Overview

QUALITA' - 74%

74%

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