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LITFIBA Altraonda Festival, Genova, Italia | 14 luglio 2026

A quarant’anni dalla pubblicazione di “17 Re”, i Litfiba continuano a dimostrare che esiste un modo convincente di celebrare il proprio passato senza trasformarlo in un esercizio di nostalgia. La tappa genovese del tour dedicato allo storico album ha restituito l’immagine di una band ancora viva, non soltanto perché continua a salire sul palco, ma perché è riuscita a dare nuova energia a un repertorio che ha segnato un’epoca del rock italiano.

L’intensità del concerto è emersa fin dalle prime battute, sostenuta da una formazione che ha trasmesso sicurezza in ogni momento. La band ha suonato con autorevolezza? Sì, ma senza dare l’impressione di limitarsi a riprodurre fedelmente un disco del passato. Ad aver colpito maggiormente è stato Piero Pelù. Tra i cantanti italiani della sua generazione, è difficile trovare oggi una voce che abbia conservato un simile livello di espressività. Pur con il naturale trascorrere degli anni, la sua interpretazione è credibile, intensa e capace di adattarsi alle diverse sfumature dei brani.

Il cuore della scaletta è stato naturalmente dedicato a “17 Re”, ma il finale ha lasciato spazio anche ad altri classici come “Il vento”, “Santiago” e “Istanbul”. La scelta di costruire il live attorno a un album simbolo non ha finito per limitarne il respiro, ma ha contribuito a raccontare un percorso artistico che conserva ancora una propria coerenza.

Accanto alla musica ha trovato spazio anche la parola. Pelù è intervenuto più volte affrontando temi politici e sociali, dalla lobby delle armi a quella del petrolio, fino al ruolo degli algoritmi, ribadendo inoltre il proprio sostegno alla causa palestinese e posizioni apertamente antifasciste. È una componente che può dividere il pubblico: c’è chi preferirebbe un concerto privo di interventi di questo tipo e chi, invece, considera naturale che un artista utilizzi il palco anche per esprimere il proprio pensiero. Al di là delle sensibilità individuali, va riconosciuto come Pelù non abbia mai nascosto la propria identità, scegliendo ancora una volta di non separare musica e convinzioni personali.

Più che un’operazione celebrativa, quella vista a Genova è sembrata la conferma della vitalità di una band che continua a suonare con convinzione e personalità. I Litfiba non vivono soltanto del peso della loro storia: sono riusciti ancora una volta a farla respirare nel presente, ricordando perché il loro nome occupi un posto così rilevante nel rock italiano.

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