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ERALDO BERNOCCHI – FM EINHEIT – JO QUAIL Rosebud

In colpevole ritardo, ci è arrivato sottomano questo "Rosebud", che è uscito quasi un anno fa, ma che ci teniamo a recensire perché è un buonissimo esempio di sperimentazione sonora - e purtroppo l'originalità attorno a questo genere scarseggia negli ultimi anni. Il chitarrista sperimentale, produttore elettronico e sound designer italiano Eraldo Bernocchi ha qui unito le sue forze con quelle del percussionista e membro originario degli Einstürzende Neubauten, FM Einheit, e con quelle della violoncellista e compositrice britannica Jo Quail. Il risultato è un disco dove l'industrial chiede spesso e volentieri spazio, e viene proposto con tocco originale…

Score

QUALITA' - 73%

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rosebud

In colpevole ritardo, ci è arrivato sottomano questo “Rosebud“, che è uscito quasi un anno fa, ma che ci teniamo a recensire perché è un buonissimo esempio di sperimentazione sonora – e purtroppo l’originalità attorno a questo genere scarseggia negli ultimi anni.

Il chitarrista sperimentale, produttore elettronico e sound designer italiano Eraldo Bernocchi ha qui unito le sue forze con quelle del percussionista e membro originario degli Einstürzende Neubauten, FM Einheit, e con quelle della violoncellista e compositrice britannica Jo Quail. Il risultato è un disco dove l’industrial chiede spesso e volentieri spazio, e viene proposto con tocco originale e con quella capacità di coinvolgere l’ascoltatore che alla fine rappresenta un evidentissimo “plus” in fase di ascolto.

Non servono infatti particolari cognizioni musicali per approcciarsi nel modo giusto a “Rosebud”, basta farsi prendere la mano e seguire con la mente l’immaginario pendolo (sonoro) che ammalia l’ascoltatore sin dall’iniziale “Bloom”: quasi 11 minuti di suono metropolitano e apocalittico scanditi da un ipnotico riff sintetico che sembra il cigolio di un’inferriata – non sapremmo come altro definirlo per rendere l’idea.

Bernocchi continua a battere strade sconnesse, alla ricerca di una proposta sonora che non è mai fine a se stessa oppure (peggio ancora) autoreferenziale.

Insomma, un disco che merita di essere recuperato.

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