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NEBÜLA Urobori

nebula urobori

Urobori” di Nebüla è un disco che funziona soprattutto quando si parla di suono. La produzione è curata, piena, con un mix che in cuffia tiene tutto al suo posto: la voce resta chiara, presente, mai schiacciata dagli arrangiamenti. È un lavoro che punta forte sulla costruzione dell’atmosfera e si sente. Dentro ci trovi un po’ di tutto, ma non in modo caotico: Björk come riferimento più sperimentale, qualcosa della scena elettronica italiana recente tipo Cosmo, e un immaginario che guarda sia agli anni 2000 elettronici sia a certe sfumature più dark anni ’90, con richiami anche ai Nine Inch Nails. Nel timbro vocale affiorano invece suggestioni che possono ricordare Cristina Donà e, in alcuni passaggi, una ruvidità che sfiora Gianna Nannini. L’insieme regge, anche grazie a una buona coerenza di fondo. Il punto più fragile sta nelle melodie. Alcune linee vocali fanno fatica a restare davvero addosso, non hanno sempre quella solidità che ti fa tornare sui pezzi. È più un lavoro di ricerca sonora che di scrittura pop in senso classico. È un disco interessante? Sì, ha un’identità riconoscibile e una direzione chiara. Manca ancora qualcosa nella scrittura, ma la strada è giusta.

Review Overview

QUALITA' - 69%

69%

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