CARLO MARTINELLI Sbaglia Porco

C’è un bel senso di urgenza in “Sbaglia Porco”, il nuovo disco di Carlo Martinelli, ex voce dei Luminal. Sembra un lavoro nato tutto d’un fiato, come se fosse stato scritto più per bisogno che per calcolo. Si apre con “Martedì”, pezzo fresco, orecchiabile, con quel gusto un po’ british che fa venire voglia di rimetterlo su subito: suona libero, immediato, senza troppi giri. “Roma ti stimo ma mi butti un po’ giù” invece ondeggia tra malinconia e ambizione: la parte musicale è davvero centrata, un rock barocco e sofisticato che funziona, anche se il testo lascia un po’ la sensazione di appunto veloce, di scrittura non limata fino in fondo. Ma forse è proprio lì il bello — Martinelli non nasconde le sbavature, ci costruisce sopra un’estetica. Il disco ha una direzione chiara, una cifra musicale che si riconosce subito: arrangiamenti pensati e una voce che non cerca di piacere per forza. La scrittura è istintiva, urgente, pure troppo, diciamolo. “Tutto quanto” è forse il momento più riuscito insieme a “Martedì”: più acido, più lisergico, meno immediato ma capace di scavare con gli ascolti. “Sbaglia Porco” non è un disco perfetto, è un disco da rossetto sbavato.





























