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DAIMON D. The eye of the storm

Visto il font usato per marchiare il compact e la copertina, la prima impressione è stata quella di doverci confrontare con quelle robe di nicchia che abbracciano il rock gotico e si rivolgono a nostalgici di un'epoca andata. E invece - sorpresa - "The eye of the storm" è - per farsi un'idea, potremmo citare gli Smashing Pumpkins. Quindi chitarre in evidenza e un'attenzione alla melodia che non è bisogno di ingraziarsi l'ascoltatore ma è…

Score

QUALITA' - 71%

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daimon d

Visto il font usato per marchiare il compact e la copertina, la prima impressione è stata quella di doverci confrontare con quelle robe di nicchia che abbracciano il rock gotico e si rivolgono a nostalgici di un’epoca andata. E invece – sorpresa – “The eye of the storm” è un disco che va oltre il classico abito del monaco (ricordate il famoso detto?) e si dimostra solido, attuale, vicinissimo al rock degli Anni Novanta– per farsi un’idea, potremmo citare gli Smashing Pumpkins. Quindi chitarre in evidenza e un’attenzione alla melodia che non è bisogno di ingraziarsi l’ascoltatore ma è ideale da servire all’altare del buonsenso.

Generalmente non ci piacciono molto le divagazioni strumentali, però qui, quando ci sono – e ci sono – arrivano ad aggiungere e non a riempire i vuoti, come nel caso dell’ottima “What is Real”. Nel complesso l’album funziona perché pur non mettendo in evidenza un suono originalissimo, le idee ci sono ed esaltano un progetto che ha sicuramente qualcosa da dire. Fra le migliori cose uscite in Italia nel 2020.

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