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MUTINY Jean-François Richet

Annabelle Wallis Roland Møller Adrian LesterJason Statham entra in scena e, nel dubbio, comincia a menare. È una sintesi forse brutale, ma non troppo lontana da quello che offre “Mutiny“, nuovo action movie costruito attorno alla presenza fisica dell’attore inglese, ormai una garanzia quasi industriale quando si tratta di inseguimenti, sparatorie, risse e avversari destinati a passare un brutto quarto d’ora.

Sul piano dell’adrenalina il risultato funziona: 7/10 è un voto che ci sta, anche perché sarebbe quasi clamoroso aspettarsi da Statham qualcosa di diverso. Il problema arriva quando bisogna mettere insieme le botte con una storia. La vicenda resta ancorata al solito schema dell’uomo solo, braccato e assetato di vendetta, mentre il resto del cast ruota attorno al protagonista con professionalità, senza lasciare particolari tracce. Nulla di scandaloso, sia chiaro: chi sceglie una pellicola con Statham difficilmente lo fa aspettandosi una narrazione stratificata o personaggi destinati a entrare nella storia del cinema.

La regia di Jean-François Richet accompagna il tutto con mestiere, ma senza trovare una cifra particolarmente riconoscibile. Tiene in piedi gli scontri, gestisce inseguimenti e momenti più concitati, poi lascia che sia il suo protagonista a fare quasi tutto il lavoro pesante. Il vero problema arriva però alla fine. Se fino a quel momento si può accettare qualche scorciatoia, il modo in cui viene chiusa la vicenda sembra scritto da un bambino di sei anni al quale hanno intimato di consegnare la sceneggiatura entro sera perché deve andare a nanna e alzarsi presto il mattino dopo. Un 4/10 al finale è quasi inevitabile.

Alla fine resta un 6/10 stiracchiato. Ma se il vostro obiettivo è passare un paio d’ore guardando Statham fare fuori nemici a nastro, “Mutiny” è l’approdo perfetto.

Review Overview

SCORE - 6

6

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