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HAMNET Chloé Zhao

hamnet

Hamnet” convince senza essere un capolavoro, e questo non è un limite: è una bella storia raccontata con sensibilità. Il film sceglie una narrazione a blocchi, con momenti separati che talvolta spezzano il flusso ma permettono di concentrare l’attenzione emotiva su scene chiave. Questa struttura è una scelta stilistica, utile ad amplificare il peso di certi passaggi e a farli risuonare più a lungo nello spettatore.

La regia di Chloé Zhao punta sull’intimità: immagini a filo di pelle e tempi lenti che privilegiano l’esperienza emotiva rispetto alla cronaca. Non tutto scorre in modo uniforme, ma l’effetto complessivo funziona perché la pellicola vuole far sentire il dolore e la perdita, non solo raccontarli.

Il cuore del film è la prova di Jessie Buckley, che offre una performance di grande, grandissima forza. La sua interpretazione unisce espressività e urto, trascinando lo spettatore dentro le emozioni della protagonista. Paul Mescal è solido nel ruolo, ma rimane in posizione di supporto rispetto alla centralità di Buckley. Anche Emily Watson contribuisce con una presenza che dà spessore al racconto.

Tratto dal romanzo “Hamnet” di Maggie O’Farrell, l’adattamento conserva lo spirito dell’opera originale ma lo traduce in linguaggio cinematografico. Il risultato è un film buono e sincero, con una matrice interpretativa forte e un approccio visivo coerente. Non raggiunge le vette del grande capolavoro, ma rimane una pellicola riuscita, capace di emozionare e di raccontare una storia profonda con onestà.

Review Overview

SCORE - 7

7

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