
“Arca” è uscito nel 2017 ed è un disco che funziona in blocco, senza cedimenti – ancora adesso. “Desafío” è un pezzo clamoroso, ma non è un picco isolato: è semplicemente uno dei punti più riconoscibili di un lavoro che regge dall’inizio alla fine. Qui tutto è pensato per spostare il limite un po’ più in là, con coraggio e soprattutto con gusto, senza mai scadere nell’esercizio di stile. Gli arrangiamenti sono la vera chiave: audaci, mobili, sempre sul punto di rompersi ma incredibilmente equilibrati. Arca gioca con strutture aperte, soluzioni imprevedibili, timbri che si muovono tra intimità e tensione, mantenendo una coerenza interna fortissima. È un disco che non chiede di essere capito subito, ma ascoltato, lasciando che ogni elemento trovi il suo spazio.
Classificarlo è quasi inutile. Elettronica, alt pop, sperimentazione, rock: c’è tutto e niente allo stesso tempo. “Arca” non appartiene a un genere preciso, ma a un’idea di musica libera, che non rincorre il presente. Proprio per questo suona attuale oggi e, con ogni probabilità, continuerà a farlo anche tra molti anni.





























