Cinema2026

THE DOG STARS – LE STELLE DOPO LA FINE Ridley Scott

the dog stars

A un film post-apocalittico non si chiedono miracoli: bastano una storia capace di coinvolgere, una certa coerenza interna, una regia all’altezza e attori in grado di rendere credibile un mondo che non esiste più. “The Dog Stars” queste cose le possiede quasi tutte, e forse sta proprio qui il suo pregio principale: Ridley Scott non reinventa il genere, ma sa ancora una volta come attraversarlo con sicurezza, ritmo e senso dello spettacolo. Il problema è che, sul piano dell’originalità, la pellicola tende inevitabilmente a giocare in difesa. L’adattamento del romanzo di Peter Heller del 2012 mette insieme elementi che il cinema post-apocalittico ci ha già mostrato in molte forme: la pandemia che ha spazzato via gran parte dell’umanità, gli spazi deserti, la sopravvivenza organizzata ai margini della civiltà, la minaccia di gruppi violenti e, soprattutto, il dilemma fra continuare a vivere per difendersi o provare a ricostruire qualcosa di umano. Si avvertono così echi di “28 giorni dopo” e di quel cinema che ha trasformato il dopo-catastrofe in una riflessione sulla natura degli esseri umani, mentre la presenza di Guy Pearce produce anche un curioso cortocircuito con “The Road” di John Hillcoat, altro racconto di sopravvivenza in un’America devastata, nel quale l’attore compariva già. Non sono necessariamente citazioni dirette, ma richiami quasi inevitabili a un immaginario che il cinema ha ormai esplorato in lungo e in largo.

Dove Scott torna a fare la differenza è nella capacità di dare forma cinematografica a questo materiale senza appesantirlo. Il racconto procede con decisione, alternando solitudine, tensione e momenti più intimi, mentre il cast offre una solidità che impedisce anche alle parti meno sorprendenti di perdere presa. Jacob Elordi è credibile nel ruolo di Hig, ma sono Margaret Qualley, Josh Brolin e Guy Pearce a completare un gruppo di personaggi che, pur muovendosi dentro archetipi riconoscibili, risultano sempre convincenti.

“The Dog Stars” non si inventa molto, dunque, ma sa intrattenere parecchio. E non è poco. A 88 anni Scott conferma una qualità che appartiene ai registi davvero esperti: anche quando il materiale di partenza non offre grandi sorprese, sa trasformarlo in cinema vero, solido e spettacolare. Non è un film destinato a ridefinire il genere post-apocalittico, ma è uno di quelli che ricordano perché, ancora oggi, quando Ridley Scott decide di raccontare una storia, vale la pena stare a guardare.

The Wallflowers – Alhambra Paris – 17 novembre 2026

Review Overview

SCORE - 6.5

6.5

Pulsante per tornare all'inizio