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THE JOY FORMIDABLE Aarth

La prima cosa che balza all'occhio di "Aarth" è che su 11 brani, 5 superano i 4 minuti. E questo, spesso, è il segnale evidente che si è voluto indugiare sulla parte musicale a svantaggio del cantato. Il disco dei The Joy Formidable è l'eccezione che conferma la regola: la scaletta, infatti, dosa al meglio suoni, fascinazioni e parole, creando un mix di originalissimo rock con ampie concessioni alla melodia. Il compact si apre con l'ipnotica "Y Bluen Eira", che ricorda vagamente "Numb" degli U2: il registro stilistico è sì diverso, ma c'è qualcosa che rimanda alla band di Bono.…

Score

QUALITA' - 74%

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the joy formidable aaarth

La prima cosa che balza all’occhio di “Aarth” è che su 11 brani, 5 superano i 4 minuti. E questo, spesso, è il segnale evidente che si è voluto indugiare sulla parte musicale a svantaggio del cantato. Il disco dei The Joy Formidable è l’eccezione che conferma la regola: la scaletta, infatti, dosa al meglio suoni, fascinazioni e parole, creando un mix di originalissimo rock con ampie concessioni alla melodia.

Il compact si apre con l’ipnotica “Y Bluen Eira”, che ricorda vagamente “Numb” degli U2: il registro stilistico è sì diverso, ma c’è qualcosa che rimanda alla band di Bono. L’elettricità delle chitarre è una costante lungo la scaletta, tuttavia Ritzy Bryan non si limita soltanto a suonare degnissimamente lo strumento, ci mette anche la voce è crea un perfetto contraltare fra i due elementi.

“The Wrong Side” è un ottimo singolo e un eccellente biglietto da visita, occhio anche a “What For”, “Dance Of The Lotus” e “Caught On A Breeze”. Ma è tutta la scaletta a funzionare, mescolando e fondendo elementi diversi ma complementari: rock e pop, delicatezza e durezza. Il risultato è un suono originale che non tradisce mai le attese. E la soddisfazione aumenta ascolto dopo ascolto, a conferma che il disco si candida per essere qualcosa di diverso dal classico lavoro “da consumare a scadenza”. Diversi brani, infatti, hanno personalità per risultare freschi anche fra 5 o 10 anni. E alla fine è proprio questa la vittoria di “Aarth“.

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