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THE AFGHAN WHIGS In Spades

afghan whigs spades

Greg Dulli ha da poco superato i cinquant’anni, ma resta sempre un diabolico sciamano, un appiglio solido nell’inflazionato campo del rock americano. Lui sa come si fa. Anche nelle sue scorribande soliste aveva dimostrato di saperci fare, ma con gli Afghan Whigs è da sempre un’altra storia, l’incastro è perfetto.

«Questo non è un disco tematico, ma segue un filo conduttore. Parla di come la  memoria finisca per confondersi con il presente molto rapidamente». 

In Spades” è il nuovo disco degli Afghan Whigs e dice che possiamo andare a dormire tranquilli stanotte: da qualche parte nel mondo c’è ancora chi sa fare del gran rock senza tante menatine o inutili effetti speciali. In scaletta 10 brani che – dal punto di vista musicale – esprimono alcuni concetti molto chiari: il suono spesso esplode accompagnato da delle magnifiche chitarre, gli arrangiamenti sono ricchi e diretti, e dal vivo brani come “Light as a Feather” e “Arabian Heights” promettono fuoco.

A voler essere pignoli, manca all’appello una ballatona, qualcosa che sciolga la tensione, anche se la conclusiva “Into the floor” arriva nel momento giusto e porta l’ascoltatore a scivolare sotto le coperte. L’album funziona alla grande e proietta un’ottima immagine degli Afghan Whigs.

Review Overview

QUALITA' - 75%

75%

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