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WATCHER Chloe Okuno

Fino a 30 secondi dal finale, "Watcher" ha i connotati del possibile "cult", poi il bisogno - commerciale? - di rassicurare il pubblico lo rende molto meno bello di come poteva essere. Peccato davvero, perché Chloe Okuno fa un bellissimo lavoro con la regia e gli interpreti accettano il confronto con l'ambiguità dei loro personaggi vincendolo. La trama. L'americana Julia si trasferisce a Bucarest con suo marito, Francis, che accetta un lavoro di marketing lì. Francis, la cui madre è rumena, parla la lingua, ma Julia no. La coppia si trasferisce in un condominio con una grande vetrata. Julia…

Score

SCORE - 6

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watcher

Fino a 30 secondi dal finale, “Watcher” ha i connotati del possibile “cult”, poi il bisogno – commerciale? – di rassicurare il pubblico lo rende molto meno bello di come poteva essere. Peccato davvero, perché Chloe Okuno fa un bellissimo lavoro con la regia e gli interpreti accettano il confronto con l’ambiguità dei loro personaggi vincendolo.

La trama. L’americana Julia si trasferisce a Bucarest con suo marito, Francis, che accetta un lavoro di marketing lì. Francis, la cui madre è rumena, parla la lingua, ma Julia no. La coppia si trasferisce in un condominio con una grande vetrata. Julia nota immediatamente un uomo che la fissa da una finestra dell’edificio dall’altra parte della strada. Mentre Francis lavora per molte ore, Julia cerca di familiarizzare con la città e inizia a imparare il rumeno. Tuttavia, è continuamente innervosita dall’uomo alla finestra, che la osserva quotidianamente.

Maika Monroe – la protagonista – l’avevamo già vista nel capolavoro “It Follows” e in questa opera riesce a trovare una sua efficace strada interpretativa nonostante i tempi cinematografici compattino sempre molto gli stati d’animo dei protagonisti. Fa una bella figura, indubbiamente. Così come Karl Glusman (il marito): va oltre il compitino. Burn Gorman (il vicino) è forse  tratteggiato male nella scrittura, ma la sua presenza scenica è tanta roba. Brava anche Madalina Anea (Irina).

La prima parte del film ha molto della lezione di Hitchcock (l’orrore c’è ma non si vede, lo si intuisce), la seconda parte è più figlia dei giorni nostri. Il finale – come già detto – è poco coraggioso, ma la pellicola merita di essere vista. Magari uscendo dalla sala 30 secondi prima…

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