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LITHIO Shibuya

Dal punto di vista lirico la proposta dei Lithio caracolla un pochino - i testi possono essere migliorati parecchio. Ma il resto funziona, e funziona bene. Perché il suono è sì estremamente derivativo (un rock duro di chiaro stampo americano) ma è proposto con qualità e quasi tutte le soluzioni melodiche sono azzeccate, con i ritornelli che raramente non valorizzano lo sviluppo delle canzoni. E poi - dettaglio non minore - c'è Daniele Scardina, che canta con un'intensità tale che la mente dell'ascoltatore corre subito a Chad Kroeger dei Nickelback. Insomma, veramente bravo, uno che ci crede parecchio in…

Score

QUALITA' - 74%

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lithioDal punto di vista lirico la proposta dei Lithio caracolla un pochino – i testi possono essere migliorati parecchio. Ma il resto funziona, e funziona bene. Perché il suono è sì estremamente derivativo (un rock duro di chiaro stampo americano) ma è proposto con qualità e quasi tutte le soluzioni melodiche sono azzeccate, con i ritornelli che raramente non valorizzano lo sviluppo delle canzoni. E poi – dettaglio non minore – c’è Daniele Scardina, che canta con un’intensità tale che la mente dell’ascoltatore corre subito a Chad Kroeger dei Nickelback. Insomma, veramente bravo, uno che ci crede parecchio in quello che canta e la sua “carica” arriva tutta.

In scaletta 11 pezzi per 48 minuti di hard rock melodico. Brani come “Noi Siamo Tutti”, “Il Grande Inganno”, “La Dea della Guerra” sono potenziali singoli che lasciano il segno al primo ascolto. Il resto del disco è godibilissimo e mette in mostra una band che ha un’identità ben definita e che con il cantato in italiano nobilita il rock tricolore.

In conclusione: raramente abbiamo ascoltato un mix così perfetto di rock americano e melodia italiana.

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