IN "FIVE SONGS" CI SONO LE CINQUE CANZONI PREFERITE DI...
Home > Cinema2022 > THE FABELMANS

THE FABELMANS Steven Spielberg

Con i Maestri bisogna essere sempre indulgenti, anche quando scivolano. Eppure con "The Fabelmans" non riusciamo proprio ad esserlo, per un motivo semplice e banale: è inguardabile. . La trama. Sammy Fabelman ha sei anni e al cinema non ci vuole andare, ha paura di affrontare quel mondo di giganti. La madre…

Score

SCORE - 4.5

4.5

5

the fabelmans

Con i Maestri bisogna essere sempre indulgenti, anche quando scivolano. Eppure con “The Fabelmans” non riusciamo proprio ad esserlo, per un motivo semplice e banale: è inguardabile. Non è brutto, è semplicemente inguardabile: la narrazione è lenta, la storia poteva essere sintetizzata tagliando tranquillamente 45′ di proiezione, i luoghi comuni sono molteplici e il finale arriva come una liberazione, nonostante il prezioso cameo di David Lynch che impersona in maniera strepitosa il grande John Ford.

La trama. Sammy Fabelman ha sei anni e al cinema non ci vuole andare, ha paura di affrontare quel mondo di giganti. La madre gli assicura che i film sono sogni indimenticabili, il padre lo rassicura descrivendogli il prodigio di una macchina che fa muovere immagini fisse.

Dedicato alla memoria dei genitori di Spielberg, Leah Adler e Arnold Spielberg, morti rispettivamente nel 2017 e nel 2020, il film tratta di una storia basata sull’adolescenza di Spielberg e sui suoi primi anni da regista, narrata attraverso la vita del protagonista Sammy Fabelman, un giovane aspirante regista.

Steven Spielberg mette tanto del suo vissuto in quest’opera che però non riesce ad emozionare o a incuriosire, e ciò nonostante un cast di valore con una Michelle Williams (la madre del protagonista) a livelli altissimi, una regia di qualità (e non poteva essere altrimenti) e la già citata presenza rapida di Lynch che in una certa misura va a gratificare la pazienza dello spettatore nel finale. Il resto, come cantava quel tale, è noia: dialoghi senza presa, una brutta fotografia, un montaggio che non appassiona e la netta sensazione, dopo mezz’ora, di esser vittima di ciò che al cinema nessun autore – neppure il più grande – dovrebbe mai fare, ciò pensare di essere più importante del cinema stesso, che in quanto arte ha bisogno di storie, di narrazione.

Tag