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EMILIANO PEPE Il colore dei suoni

Emiliano Pepe forse resterà un caso irrisolto (?) della discografia italiana. All'attivo un EP del 2007, con un paio di brani meravigliosi ("Ci sarà un perché" e "Voglio di più"), in questa recensione però vogliamo soffermarci su "Il colore dei suoni", album del 2011, ancora oggi un buon esempio di cosa la tradizione possa diventare se mischiata col soul e l’r&b. Voce leggera, sinuosa, quasi femminile, Emiliano Pepe qui migliora anche nella scrittura. Passato e presente trovano la loro giusta collazione in “Angela”, mentre in un brano come “Qualcosa nascerà” (in collaborazione col rapper Esa) i suoni accelerano esaltando tutte le capacità tecniche…

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emiliano pepe il colore dei suoni

Emiliano Pepe forse resterà un caso irrisolto (?) della discografia italiana. All’attivo un EP del 2007, con un paio di brani meravigliosi (“Ci sarà un perché” e “Voglio di più”), in questa recensione però vogliamo soffermarci su “Il colore dei suoni“, album del 2011, ancora oggi un buon esempio di cosa la tradizione possa diventare se mischiata col soul e l’r&b.

Voce leggera, sinuosa, quasi femminile, Emiliano Pepe qui migliora anche nella scrittura. Passato e presente trovano la loro giusta collazione in “Angela”, mentre in un brano come “Qualcosa nascerà” (in collaborazione col rapper Esa) i suoni accelerano esaltando tutte le capacità tecniche di Pepe, bravo a cantare ma soprattutto a interpretare, qualità rara nel panorama moderno. Un album tra pop, soul e melodramma. Napoli ma non solo. Un disco dove l’orecchiabilità mette in vetrina i contenuti. Ancora oggi, un lavoro attualissimo, con delle linee di basso belle profonde. Incredibile come Pepe abbia raccolto in carriera pochissimo rispetto al suo potenziale.

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