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PRISCILLA Sofia Coppola

priscilla

Un film un po’ moscio, questo il sottotitolo recensorio di “Priscilla“. E la cosa fa notizia perché il film è stato scritto e girato da Sofia Coppola, una che in passato ha sempre dimostrato di saperci fare con l’arte cinematografica. Purtroppo questa volta il risultato è al di sotto delle aspettative.

Tutta l’opera è l’adattamento delle memorie di Priscilla Presley, moglie di Elvis e, come spesso accade in questi casi, si finisce per privilegiare una parte a discapito dell’altra. “Priscilla” è infatti molto indulgente con chi ha ispirato l’opera, e meno con il soggetto della stessa, in questo caso il mitico Elvis, tratteggiato come una persona inconcludente, instabile e fragile. Tutte cose verosimili, ma la pellicola ha il difetto di renderlo a macchietta.

La trama. Priscilla e Elvis si conoscono ad una festa nel 1959 e iniziano a frequentarsi. Al termine del servizio militare, Elvis riparte per gli Stati Uniti ed i due non si vedono per due anni circa. Elvis chiede ai genitori di Priscilla di lasciarla andare negli Stati Uniti a trovarlo in seguito, e nel 1963 li convince a dare il permesso a Priscilla di andare a vivere nella residenza di Graceland a Memphis, con suo padre Vernon, divenuto legalmente in loco parentis, in modo che la ragazza, di dieci anni più giovane di lui e non ancora maggiorenne, possa frequentare il liceo cattolico della città. Elvis tradisce ripetutamente Priscilla, tra le tante anche con Ann-Margret, e aderisce al movimento della controcultura. Nel 1967 la coppia si sposa, dando alla luce la figlia Lisa Marie nel 1968. Il matrimonio si dimostra turbolento, e cinque anni dopo Priscilla, che nel frattempo ha iniziato una relazione con Mike Stone, ottiene il divorzio da Elvis.

Cailee Spaeny è una bellissima Priscilla, ma non dà alcuna profondità al suo personaggio. Mentre Jacob Elordi è un Elvis poco credibile, a partire dal fisico.

Il film si trascina spesso risultando in diversi passaggi anche piuttosto noioso. Il finale serve più a mettere un punto all’opera, che a dare contenuto agli ultimi 10 minuti. In conclusione: c’era materiale per fare molto meglio.

Review Overview

SCORE - 5.5

5.5

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