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HALSEY If I Can't Have Love, I Want Power

"If I Can't Have Love, I Want Power” è il nuovo album di Halsey.  E' il quarto album in studio per la cantante americana e contiene 13 canzoni da lei scritte e prodotte da Trent Reznor e Atticus Ross, esponenti dei Nine Inch Nails e vincitori di Oscar, Golden Globe e premi vari in veste di compositori di musiche per film e televisione. Insomma, tanta roba alle spalle e... tanta roba davanti, dal momento che la bella americana ha ornato la copertina del suo album con un semi nudo artistico caratterizzato da un seno nuovo di qualche anno. Sono le contraddizioni degli…

Score

QUALITA' - 76%

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halsey

If I Can’t Have Love, I Want Power” è il nuovo album di Halsey.  E’ il quarto album in studio per la cantante americana e contiene 13 canzoni da lei scritte e prodotte da Trent Reznor e Atticus Ross, esponenti dei Nine Inch Nails e vincitori di Oscar, Golden Globe e premi vari in veste di compositori di musiche per film e televisione. Insomma, tanta roba alle spalle e… tanta roba davanti, dal momento che la bella americana ha ornato la copertina del suo album con un semi nudo artistico caratterizzato da un seno nuovo di qualche anno. Sono le contraddizioni degli artisti, bellezza.

Diciamolo subito: l’album è solido (e ci mancherebbe altro) e l’influenza dei due produttori è così evidente che bastano tre note di piano dell’iniziale “The Tradition” per scuotere l’ascoltatore e portarlo dritto dritto fra le braccia dell’intro di “Hurt”, pezzo immortale dei Nine Inch Nails. Ma è solo una fascinazione momentanea, visto che poi la canzone si sviluppa lungo una strada molto affine a quella della primissima Tori Amos. Quindi Halsey è la nuova Tori Amos o una Tori Amos? No, probabilmente, la stessa Halsey non sa bene cos’è, perché tutto il suo disco è un’alternanza di stili senza una caratterizzazione ben precisa, è un saltellare di qua e di là, fra elettronica, pop, folk, epicità, rock, punk per attirare la platea più vasta. Per carità, non è una colpa, ma sicuramente alla lunga può rappresentare un limite grosso come la tetta esposta in copertina.

L’isterismo stilistico del disco, non penalizza una scaletta che sforna potenziali singoli in serie: “Bells In Santa Fe”, “Easier than Lying”, “1121”, “Honey” (ruffianissima e molto Katy Perry), “Whispers” (ruffianissima ma molto Nine Inch Nails), “I’m Not A Woman, I’m A God” (singolo modesto ma ottimo video), “The Lighthouse” (chitarre pesanti e trascinate e sintetizzatori acidi).

In conclusione: uno dei migliori lavori usciti nel 2021, complice una produzione stratosferica e le potenzialità pop di diversi pezzi. Il personaggio – ve lo diciamo chiaramente – non ci piace, ma artisticamente questo è un disco di valore.

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