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SZIGET FESTIVAL 2022 Budapest, Ungheria - 10 agosto 2022

Lo Sziget Festival è un festival musicale che si tiene d’estate a Budapest su un’isola che si trova in mezzo al Danubio. Questo agosto ci siamo stati. Volevamo vedere il concerto di Dua Lipa, alla fine l’abbiamo solo sentito, mentre la superstar l’abbiamo vista sui maxi schermi (non c’erano alternative), perché lo Sziget non è un festival, ma è un’esperienza, è qualcosa che rende la musica un pretesto. E’ una realtà parallela con il suono attorno, perché nel girovagare all’interno di questo mega villaggio di infiniti metri quadrati, la musica la intercetti, la capti, la cogli. A momenti hai persino la sensazione che sia un diversivo, tanto è grande il posto in cui per qualche giorno ogni anno viene accolta. E quindi tu vai per una cosa – nel nostro caso Dua Lipa – e poi accade che scopri altro, ma non per curiosità, ma per una sorta di banalissimo spirito di sopravvivenza, perché il palco principale diventa presto inaccessibile per una comoda visuale, e quindi il meglio – noi – l’abbiamo scoperto al Freedome, un tendone da circo(!) dove mercoledì 10 si sono esibiti – fra gli altri – Noga Erez, Role Model e soprattutto Masked Wolf, quello di “Astronaut in the Ocean”, la superhit rivalutata su TikTok. Ecco, questi tre spettacoli li abbiamo visti bene, comodi, con la piacevolezza da dedicare alla musica dal vivo. Nel mentre – da qualche parte nel villaggio – su un’altra manciata di palchi disseminati si alternava altra musica, qualcuno invece disinteressato alla proposta si faceva tirare su a mezz’aria a mo’ di angelo da una gru col braccio d’acciaio lunghissimo, qualcuno domava il toro meccanico o faceva un giro sulla ruota panoramica oppure si apprestava semplicemente a entrare nell’area tramite un check-in sul modello delle crociere, dove in 3 minuti netti ti danno un braccialetto che poi ricarichi di soldi utili a bere e mangiare – perché di soldi cash se ne vedono poco o nulla tra gli stands.

Aperta parentesi: in Italia una roba come lo Sziget durerebbe come da Natale a Santo Stefano. Perché se a Jovanotti stanno rompendo le scatole per i concerti sulla spiaggia, chissà cosa saremmo in grado di inventarci – noi – per un festival su un’isola tra alberelli e cose simili.

Tornando al nostro concerto di Dua Lipa, il giudizio è questo: ha proposto quasi due dozzine di canzoni, forse soltanto un paio di brani erano messi lì a riempire, tutto il resto era una hit sopra l’altra. Impressionante. Anche nella performance: la bella kosovara-albanese-britannica canta e balla di continuo, ha un modo di affrontare la platea un po’ impiegatizio, nel senso che non ci è sembrata particolarmente coinvolta, ma nel suo essere gelidamente professionale, voto 10.

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